L'arte bianca
L'arte bianca
affidato
affidato

CROTONE Secondo gli inquirenti l'attivismo del vicepresidente della Provincia di Crotone Fabio Manica nell'affidare illegittimamente appalti ai componenti del proprio gruppo - definito una vera e propria associazione a delinquere - non si limitava a opere di stretta competenza dell'ente intermedio. Ma si sarebbe estesa anche in alcuni comuni, come quelli di Isola Capo Rizzuto e Cirò Marina, nei quali tuttavia Manica non aveva alcun titolo per intervenire.

Sarebbe soprattutto l'invasione di campo al Comune di Cirò Marina a destare maggiore allarme per via di implicazioni che potrebbero presto portare a nuovi sviluppi, non fosse altro perché coinvolgerebbero in qualche misura il sindaco dell'epoca, nonché presidente della Provincia di Crotone, Sergio Ferrari, successivamente eletto consigliere regionale per Forza Italia. È quanto si ricava dalla lettura degli atti dell'inchiesta “Teorema” condotta dalla Procura della Repubblica di Crotone che questa mattina ha delegato la Guardia di finanza alla notifica di venti avvisi di garanzia con le ipotesi di reato di corruzione, truffa e falso.

«I capi di imputazione da 13,14 e 15 riguardano reati di falso ideologico-documentale, consumati in relazione ad affidamenti di diversi lavori e servizi pubblici disposti in favore di professionisti del “gruppo” diretto da Fabio Manica presso il Comune di Cirò Marina, nella specie i lavori per i Mercati saraceni, il rifacimento del campo sportivo di calcio, l'asilo nido Artino».

«Anche rispetto a tali fatti - si legge nel provvedimento eseguito oggi a firma del procuratore capo Domenico Guarascio e della sostituta Rosaria Multari - Fabio Manica e i sodali e complici hanno ottenuto dei proventi illeciti. Tuttavia, gli elementi di prova raccolti durante le indagini, allo stato, non hanno consentito di configurare, per gli affidamenti presso il Comune di Cirò Marina, il reato di corruzione, non essendo stato possibile individuare il possibile funzionario pubblico corrotto all'interno del predetto Comune, ovvero il funzionario che si è potuto ingerire, in accordo con Fabio Manica ed i sodali, per consentire l'adozione dell'affidamento in loro favore».

Gli inquirenti spiegano che anche gli affidamenti di lavori e servizi pubblici presso il Comune di Cirò Marina, così come quelli alla Provincia di Crotone, sono avvenuti con analoghe modalità operative e costituiscono atti falsi, insomma che alla base c'era un preciso accordo criminoso. E tuttavia non è possibile ritenere che sia Manica il funzionario pubblico corrotto che operava all'interno dell'ente considerato che affidare lavori per conto del Comune di Cirò Marina non rientrava nella sua sfera di competenza né di influenza del suo ufficio provinciale, tanto meno rivestiva una carica amministrativa o un ufficio pubblico in quell'ente.

Gli inquirenti ammettono che «le indagini allo stato compiute non hanno consentito di rintracciare elementi per l'individuazione» del funzionario che sarebbe stato corrotto all'interno del Comune. «Ciò che è emerso - aggiungono - è una generale compiacenza nei funzionari del comune di Cirò Marina nei confronti di Manica. Infatti, Fabio Manica ha contattato personalmente i funzionari del comune di Cirò Marina, per sollecitare il pagamento dei lavori affidati ai sodali».

Gli inquirenti riconoscono a Manica un «potere di ingerenza concreta e di intermediazione nella fase di liquidazione dei lavori “esorbitante” in quanto lui non spettante presso il Comune di Cirò Marina, nemmeno in ragione delle sue cariche provinciali». La spiegazione per la Procura potrebbe risiedere «nel legame tra Manica e Sergio Ferrari, ex presidente della Provincia di Crotone e sindaco del comune di Cirò Marina: il rapporto tra Manica e Ferrari ha indubbiamente indotto i funzionari del comune di Cirò Marina a sentirsi legittimati a confrontarsi con Manica di questioni economiche sugli affidamenti, dando informazioni non spettanti al vicepresidente provinciale». 

Dalle risultanze investigative, del resto, è emerso che «lo stesso sindaco di Cirò Marina, Sergio Ferrari abbia chiesto a Manica di intervenire sulla definizione di alcuni lavori affidati illegittimamente al sodalizio, così da avallare, agli occhi dei funzionari del Comune da lui diretto, la figura di Manica e consentire l'esplicarsi di quella ingerenza “impropria” che Manica ha avuto nella fase di esecuzione e di liquidazione dei lavori».

Per gli inquirenti, in definitiva, «dalla vicenda emergono evidenti anomalie procedurali, con un immotivato coinvolgimento di Manica in dinamiche amministrative proprie di un ente nel quale l'indagato non ha alcuna carica formale né potere di ingerirsi per la sua carica provinciale. Si rileva, quindi, una evidente incongruenza: il sindaco di Cirò Marina si interfaccia con il vicepresidente della Provincia per avere informazioni su lavori appaltati ed effettuati nel comune dal medesimo amministrato ed in cui Manica non riveste alcuna carica istituzionale». (AGI)

Provincia, il 2 aprile l'insediamento del nuovo presidente e del consiglio
Spari davanti a scuola a Crotone: Pesavento (CNDDU) accende i riflettori sull’emergenza educativa