Crotone, incubo tra vicini: stalker fermato con braccialetto elettronico
La Polizia di Stato ha eseguito il divieto di avvicinamento per un uomo violento. Minacce e danneggiamenti anche davanti ai figli minori della coppia perseguitata
CROTONE Un clima di costante terrore, alimentato da vessazioni, minacce e danneggiamenti immotivati, esploso all'interno di un condominio crotonese. Una spirale di violenza che si è interrotta soltanto grazie all'intervento della Polizia di Stato, che ha sottoposto un uomo alla misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalle vittime, con l'applicazione contestuale del braccialetto elettronico. L'indagato dovrà rispondere del reato di atti persecutori aggravati.
Il muro di paura e la denuncia
La fine dell'incubo è arrivata dopo la denuncia formale sporta da una coppia del posto, ormai stremata dai comportamenti aggressivi del vicino di casa. Stando a quanto ricostruito, i dissidi - nati per banali questioni di vicinato - si erano presto trasformati in una vera e propria campagna di intimidazione. L'uomo non si limitava alle ingiurie verbali, ma metteva in atto sistematici danneggiamenti ai beni mobili della coppia, rendendo la quotidianità dei coniugi un inferno insostenibile.
L'attivazione del "Codice rosso"
Le indagini sono state condotte con la massima tempestività dai poliziotti della sezione specializzata “Reati contro la persona” della Squadra Mobile. Gli agenti hanno immediatamente attivato la procedura del cosiddetto "Codice rosso", la corsia preferenziale a tutela delle vittime di violenza e stalking.
I successivi approfondimenti investigativi hanno permesso di accertare la reiterazione e la gravità delle condotte dell'indagato. Un quadro reso ancora più fosco da un dettaglio emerso durante i riscontri: l'uomo, in diverse occasioni, non aveva esitato ad aggredire e minacciare i coniugi anche alla presenza dei loro figli minori, amplificando il trauma psicologico subito dall'intero nucleo familiare.
Il provvedimento giudiziario
La Procura della Repubblica di Crotone, guidata dal procuratore capo Domenico Guarascio, ha coordinato i passaggi decisivi dell'attività investigativa. Le puntuali dichiarazioni delle persone offese, unite ai riscontri oggettivi raccolti dalla Squadra Mobile, sono confluite in una richiesta di misura cautelare blindata.
Il Giudice per le indagini preliminari (Gip) del Tribunale di Crotone, accogliendo l'impianto accusatorio, ha emesso l'ordinanza restrittiva, eseguita immediatamente dai poliziotti. Da oggi, l'indagato non potrà più avvicinarsi alla coppia né ai luoghi da essa abitualmente frequentati, sotto il controllo costante del dispositivo elettronico di tracciamento.




