Discarica abusiva a Cotronei: indagati il sindaco e l'ex primo cittadino
I carabinieri scoprono tonnellate di eternit deteriorato in una zona protetta. Nei guai anche un imprenditore per l'abbandono incontrollato di rifiuti pericolosi
CROTONE Tre avvisi di conclusione delle indagini preliminari disposti dalla Procura della Repubblica di Crotone sono stati consegnati all’attuale sindaco di Cotronei, Antonio Ammirati, all’ex sindaco Nicola Belcastro e all’imprenditore Gennaro Sorgente.
Le indagini disposte dal procuratore di Crotone, Domenico Guarascio, sono state coordinate dal pm Umberto Iurlano e condotte dai carabinieri di Petilia Policastro. L’accusa è di avere utilizzato e consentito l’utilizzo di un terreno di circa 12.000 metri quadrati, con annessi fabbricati, «all’interno della zona di protezione speciale Zps denominata Marchesato – Fiume Neto e in prossimità del centro abitato del Comune di Cotronei» materiale pericoloso e inquinante e senza alcun controllo.

Il materiale censito dagli investigatori dell’Arma risulta composto da «numero 7 bancali di lastre di eternit accatastate (talune apparentemente integre, ma per la maggior parte, in stato di avanzato deterioramento, frantumazione e sminuzzamento)m numero 5 sacchi di tipo industriale colmi di frammenti di eternit, nonché ulteriori frammenti di eternit depositati in più punti e anche all’interno di pozzetti destinati allo scolo delle acque meteoriche, unitamente ad altri rifiuti di varia natura (pneomatici, plastiche, latte di vernice e pezzi di ferro)».

Le accuse agli amministratori
Il reato contestato ad Ammirati che, tra l’altro ricopre anche la carica di presidente della Provincia di Crotone, è che «in qualità di sindaco pro tempore ometteva di adottare gli interventi necessari per ragioni di igiene e sanità», «avendo l’obbligo giuridico di disporre con ordinanza le operazioni necessarie e il termine entro cui provvedere alla rimozione, all’avvio al recupero, allo smaltimento dei rifiuti e al ripristino dello stato dei luoghi». Le stesse motivazioni sono state espresse per Belcastro.

Il ruolo dell'imprenditore
All’imprenditore Sorgente si contesta «perché, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, anche in tempi diversi poste in essere, in qualità di rappresentante legale della "Agri Fung società cooperativa srl", proprietaria dell’area di circa 12.000 metri quadrati depositava e abbandonava in modo incontrollato, all’interno o nelle immediati pertinenze dei fabbricati, oltre che sulle tettoie degli stessi (completamente deteriorate ed esposte agli agenti atmosferici)» tutto il materiale pericoloso per la salute dei cittadini censito dagli investigatori dei carabinieri.




