L'arte bianca
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affidato
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CROTONE Il presidente-facente funzioni della Provincia, Fabio Manica, ha firmato il decreto di convocazione delle elezioni, ma non è detto che si voti. La data scelta da Manica è quella del prossimo 29 marzo. Si tratta di un atto dovuto, perché l’attuale normativa impone la convocazione delle elezioni entro 45 giorni dalla scadenza.

Non è detto che si voti, perché in discussione alla Camera dei deputati ci sono tre emendamenti al decreto legge numero 196, che propone “Disposizioni urgenti per le consultazioni elettorali”. Questi emendamenti, già passati in commissione, propongono di fare slittare le elezioni provinciali al prossimo 18 ottobre, anche “nel caso in cui siano state già convocate”.

Se la legge elettorale, comprensiva degli emendamenti proposti e approvati in commissione, dovesse essere varata, il voto alla Provincia slitterà al 18 ottobre prossimo. Se così non dovesse essere ci saranno problemi di scelta dei candidati in tutte le coalizioni e movimenti. Il voto alla Provincia è di secondo livello, significa che si possono candidare a presidente solo i sindaci e a consiglieri solo i consiglieri comunali.

Il problema più grosso per i partiti e le coalizioni sarebbe quello di trovare il candidato a presidente considerato che, al momento, non sono disponibili i sindaci di Crotone, Cirò Marina e Cutro visto che queste realtà più densamente abitate saranno interessate al voto amministrativo della prossima primavera.

Per dare un’idea più precisa potranno essere candidati a presidente i sindaci di Isola Capo Rizzuto, Cotronei, Mesoraca, Caccuri, Cerenzia, Pallagorio e pochi altri.

Il centrodestra che, al momento sulla carta ha la maggiore rappresentanza, dovrebbe fare una scelta complicata tenendo conto dell’appartenenza tra il sindaco di Caccuri, Cerenzia e Pallagorio. C’è anche da dire che sta montando la polemica sui tre concorsi fatti alla Provincia sotto la guida di Sergio Ferrari.

Tra i vincitori di questi concorsi compaiono parenti stretti di amministratori e sindaci che si sarebbero spesi per fare votare Ferrari alle elezioni regionali. Più di un vincitore. Sarebbe gradito a tutti lo slittamento delle elezioni provinciali al prossimo mese di ottobre, non solo per la questione della scelta del presidente, ma anche per quella dei consiglieri.

Il rischio che si corre, senza lo slittamento della data, è quello di eleggere consiglieri che decadono quando finirà la loro attività nei Comuni. Un vero e proprio casotto che aggiunge caos ad una situazione già complessa.

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