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CROTONE Il Tribunale del Riesame di Catanzaro, presieduto dal giudice Giuseppe Valea, ha discusso oggi l'istanza presentate dagli avvocati difensori sulle misure cautelari scattate nell'ambito dell'operazione “Teorema”. La discussione di oggi ha riguardato le posizioni di tre (Fabio e Francesco Manica e Giacomo Combariati) dei cinque soggetti destinatari di misure cautelari decise dal Giudice delle indagini preliminari Assunta Palumbo, lo scorso 17 aprile.

Non sono state prese in esame le posizioni dei professionisti Luca Bisceglia e Rosaria Luchetta, i due coniugi agli arresti domiciliari, perché la richiesta di riesame dei loro legali è stata depositita in un arco temporale successivo. Il Tdl ha fissato per loro l'udienza a martedì prossimo.

Sono state invece esaminate le posizioni di Fabio Manica e Giacomo Combariati, entrambi destinatari della restrizione cautelare in carcere, e dell'avvocato Francesco Manica (fratello di Fabio) per il quale è scattata la misura cautelare dell'obbligo di residenza fuori dal territorio della provincia di Crotone.

Il Tribunale del Riesame si è riservato di far conoscere la propria decisione sulle richieste avanzate dai legali di Francesco Manica (Gianluca Marino e Vincenzo Cardone), di Fabio Manica (Roberto Coscia e Francesco Gambardella) e di Giacomo Combariati (Domenico Rizzuto) a lunedì prossimo.

La vicenda è quella delle presunte mazzette intascate gestendo una serie di incarichi dati a professionisti attraverso un sistema di appalti pilotati alla Provincia di Crotone. Nell'indagine sono coinvolti anche dipendenti dei Comuni di Cirò Marina e Isola Capo Rizzuto. La Guardia di finanza, titolare dell'indagine, ha acquisito anche documenti presso gli uffici del Comune di Crotone, dove non ci sono indagati.

Il gip Assunta Palumbo, lo scorso 17 aprile, aveva accolto la richiesta di misure cautelari per cinque dei 20 indagati, perché era «concreto e attuale il pericolo di inquinamento delle prove da acquisire». L'indagine condotta dalla Guardia di finanza, messa in campo dal procuratore della Repubblica di Crotone, Domenico Guarascio, e dal sostituto Rosaria Multari, aveva scoperchiato una presunta associazione che utilizzava il ruolo politico rivestito da Fabio Manica, quale vicepresidente della Provincia di Crotone, per incassare presunte mazzette attraverso la società Sinergyplus apparentemente gestita da Combariati, ma nei fatti utilizzata da Fabio Manica, nel ruolo di “socio occulto”.

Il gip Palumbo, nell'accogliere la richiesta, aveva tenuto conto del fatto che «in sede di espletamento delle attività di perquisizione» era stato rilevato «il trasferimento dalla sede della Sinergy allo studio legale di Francesco Manica, di fogli manoscritti, redatti in forma di contabilità con indicazione dei nomi di alcuni degli indagati». Le “carte”, infatti, nella prima fase dell'indagine, erano state individuate nella sede della Sinergyplus e, poi, spostate presso l'ufficio di Francesco Manica. 

Questo spostamento dei manoscritti dalla sede della società all'ufficio era stato valutato come un'operazione messa in campo per occultare le prove. Secondo quanto è stato possibile apprendere nella testimonianza resa oggi al Tribunale del riesame, i legali di Fabio Mancia avrebbero ammesso il suo ruolo di “socio occulto” della società Sinergyplus, ma avrebbero, invece, negato “il patto corruttivo”. Non si tratterebbe mazzette, ma semplicemente si tratterebbe di somme elargite per le attività professionali prestate.

Gli avvocati di Fabio Manica, Roberto Coscia e Francesco Gambardella, hanno chiesto l'annullamento delle misure cautelari in quanto il gip, nel suo dispositivo, fa riferimento alla perquisizione effettuata lo scorso 27 aprile che, però, è successiva alla richiesta di misure cautelari da parte della Procura.

Secondo l'avvocato Gianluca Marino, per il suo assistito Francesco Manica, sarebbe venuti meno il sia pericolo di inquinamento delle prove, che della reiterazione del reato. Questo, in quanto, le società state intanto poste sotto sequestro, mentre il fratello Fabio si è anche dimesso da tutti gli incarichi ricoperti.

Inoltre, sempre secondo Marino, non vi sarebbe un ruolo continuativo nella vicenda dell'avvocato Manica, in quanto, il suo nome compare in due soli episodi dell'inchiesta in un arco temporale tra il 2022 e il 2025 riguardo la costituzioni di società, quindi con un apporto di natura squisitamente tecnica.
Il legale ha per questi motivi chiesto l'annullamento delle esigenze cautelari nei confronti dell'avvocato Manica, in quanto dalla lettura dei documenti, egli non avrebbe avuto compiti gestionali.

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