Accordo per 1.000 lavoratori della Luo: smart working e solidarietà
Siglata l'intesa tra sindacati e azienda per evitare licenziamenti traumatici nei siti del gruppo, tra cui Crotone: previsti contratti di solidarietà e uscite volontarie
ROMA Si è concluso il confronto tra le segreterie nazionali di Slc-Cgil, Fistel-Cisl, Uilfpc-Uil, le Rsa/Rsu e i vertici aziendali di Luo Srl, società nata dall'aggregazione di Network Contacts e Step. L'intesa definisce un percorso mirato alla salvaguardia occupazionale e al rilancio delle competenze per governare le ridondanze produttive senza impatti traumatici per il personale. Sull'accordo si registra la poisizione critca del sindacato autonomo Confial.
Intesa sul lavoro agile
Le parti hanno siglato un accordo quadro sul lavoro agile della durata di 12 mesi, in vigore dal primo settembre 2026 al 31 agosto 2027. La misura si applica a tutti i lavoratori a tempo determinato, indeterminato e in somministrazione, a eccezione dei neoassunti in formazione. Per i consulenti operativi la presenza in sede non supererà il 70% nel trimestre, garantendo almeno il 30% di smart working. Per il personale di staff è previsto un giorno a settimana da remoto. L'intesa tutela le fragilità, consentendo l'estensione del lavoro agile per i dipendenti disabili o affetti da gravi patologie, e disciplina i monitoraggi a soli fini formativi nel pieno rispetto della privacy.
Contratti di solidarietà
A fronte di un esubero strutturale dichiarato dall'azienda per 380 unità su circa 3.033 lavoratori, i sindacati hanno concordato l'attivazione di un contratto di solidarietà difensivo per 9 mesi a partire dal 31 agosto 2026. La misura coinvolgerà un bacino di circa 1.093 lavoratori dislocati nelle varie unità produttive, tra cui Crotone, Molfetta, Taranto, Concorezzo e Roma. La riduzione oraria media complessiva non supererà il 35% e l'azienda anticiperà in busta paga i trattamenti di integrazione salariale.
Uscite su base volontaria
Il piano di riorganizzazione include anche una procedura di mobilità per un massimo di 150 unità su scala nazionale. I sindacati evidenziano che la procedura si baserà «unicamente ed esclusivamente sul criterio della volontarietà e non opposizione». Chi sceglierà di aderire alla risoluzione del rapporto potrà accedere a un incentivo all'esodo. Le segreterie nazionali hanno espresso un giudizio positivo sull'accordo, che esclude azioni traumatiche e punta sulla flessibilità e sulla riqualificazione professionale.




