Processo sul "Borgo della Musica" a Cotronei: ammesse le parti civili
Inchiesta su fondi spariti e delocalizzazione del museo del rock. Tra i 15 indagati c'è il sindaco Ammirati che è anche presidente della Provincia: l'incubo della Severino

CROTONE Ammessi a costituirsi parte civile l’associazione culturale Steven Tyler, in parte il Forum associazioni antiusura, mentre sono state rigettate le richieste di Antonio Garofalo e Natalina Bitonti.
Il progetto del "Borgo della Musica"
L’inchiesta riguarda la mancata realizzazione a Cotronei del progetto borgo della musica dedicato alla rockstar internazionale Steven Tyler, leader della band Aerosmith, che era originario del comune della presila crotonese, quale discendente dalla famiglia Tallarico. Un progetto per il quale il Comune di Cotronei aveva avuto e incassato un finanziamento di 1,3 milioni di euro da parte della Regione Calabria. L’obiettivo era quello di realizzare il museo del rock nell'antico palazzo Bevilacqua, proprio nel cuore del centro storico. Il problema è sorto quando il Comune ha deciso di delocalizzarlo in uno scantinato.
La diffida e l'ipotesi di reato
Una scelta che ha provocato la reazione dell'associazione Steven Tyler che ha prodotto una diffida che ha fatto scattare l'inchiesta della Procura della Repubblica di Crotone. Le indagini degli investigatori hanno messo a disposizione della Procura nuove prove che farebbero scattare altri illeciti amministrativi tanto da ipotizzare una lunga serie di reati: dal falso ideologico e materiale in atto pubblico, alla truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, dalla corruzione elettorale alla concussione fino all'estorsione e alla tentata induzione indebita a dare o promettere utilità.
I quindici indagati
Le accuse interessano quindici soggetti: dall’attuale sindaco Antonio Ammirati, che ora ricopre anche la carica di presidente della Provincia di Crotone, all'ex primo cittadino Nicola Belcastro, agli ex assessori Pierluigi Benincasa, Antonio Bevilacqua ed Elisabetta Fragale, attualmente consiglieri comunali, gli assessori in carica Francesco Greco e Rosa Toscano e il presidente del consiglio comunale Giuseppe Scarpino. Oltre ai rappresentanti della politica risultano indagati anche la segretaria comunale Maria Rita Greco e i dirigenti Antonio Urso, Gaetano Scavelli e Antonio Scavelli, gli imprenditori Massimiliano Loria, Mafalda Astorino e Viviana Rizzo.
Le irregolarità e il Museo dell'Idroelettrico
Secondo l’ipotesi accusatoria, gli indagati, pur di delocalizzare il museo del rock, avrebbero commesso una serie di gravi irregolarità amministrative e tecniche e alla fine l'opera non è stata nemmeno realizzata. C’è anche da aggiungere che gli investigatori dell’Arma che si occupano dell’indagine avrebbero raccolto altri illeciti riscontrati, esaminando gli atti dell'appalto bandito dall'amministrazione comunale per la realizzazione di servizi relativi al museo dell'Idroelettrico silano, come lo studio di progettazione grafica realizzato solo parzialmente pur avendo liquidato 74mila euro alla società rappresentata dall'imprenditrice Rizzo.
Lo scambio di voti e il futuro politico
I carabinieri hanno poi documentato un altro passaggio di denaro da candidati della lista “Cotronei 2030” che sosteneva il sindaco Ammirati e gli imprenditori Loria e Astorino in cambio di un pacchetto di 80 voti. C’è grande interesse per questo procedimento in quanto se Ammirati dovesse subire condanne decadrebbe da sindaco di Cotronei e anche da presidente della Provincia.
Le indiscrezioni sulla candidatura provinciale
Le male lingue raccontano che la scelta di candidarlo a presidente della Provincia è stata fatta per favorire l’ex vicepresidente Fabio Manica che, al momento della candidatura, non era stato ancora fatto oggetto di misure cautelari perché coinvolto nell’operazione Teorema messa in campo dalla Procura della Repubblica di Crotone. Se questo era il progetto, è fallito perché Manica è uscito di scena e Ammirati dopo la sua elezione ha scelto di nominare Saverio Punelli alla carica di vicepresidente.



