L'arte bianca
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affidato
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CROTONE La Calabria maglia nera per il Prodotto interno lordo (Pil). È quanto certifica l’Ufficio studi della Cga di Mestre, che ha realizzato la statistica. Le cose non vanno bene nemmeno per l’Italia che nel 2026 dovrebbe avere un aumento del Pil dello 0,7% “prospettando così un ulteriore anno di stagnazione economica”. 

L’Italia non cresce più perché “registra un rallentamento degli investimenti” dovuto al fatto che “perdiamo il sostegno del Pnrr”. A partire dal prossimo mese di luglio verrà, infatti, meno la grande mammella dei soldi europei (Pnrr). Il blocco della crescita italiana avrà ovviamente una ricaduta anche sul Pil delle regioni e delle province del Bel Paese. 

L’anno che si è chiuso lo scorso 31 dicembre aveva visto la regione Veneta svolgere il ruolo trainante con un +0,66%. Le previsioni dell’Ufficio studi della Cga di Mestre dicono che il posto di traino sarà occupato dall’Emilia Romagna +0,86%. La Calabria resta all’ultimo posto con un modesto 0,24%

Evidentemente alla crescita del Pil non concorrono le trasmissioni Rai, i concerti e le feste di piazza, altrimenti la Calabria occuperebbe il primo posto in tutte le graduatorie. La mancata crescita del Pil significa che nella nostra regione l’occupazione latita e la ricchezza pro capite è squilibrata. Tra i dati che concorrono alla composizione del Pil sono calcolati anche i consumi delle famiglie e gli investimenti.

Sono dati oggettivi che rappresentano una risposta ai venditori di fumo che parlano di una Calabria in crescita. Nello studio della Cga di Mestre c’è anche l’andamento e previsioni per il Pil delle 107 province italiane. Crotone ha una posizione migliore rispetto alla Calabria, occupando il 93^ posto della graduatoria. La crescita del Pil nella provincia di Crotone nel 2025 è stata dello 0,48% e nel 2026 scenderà allo 0,35%

Non ci sono da fare salti di gioia perché collocarsi al 93^ posto non rappresenta un successo perché sono solo 24 i posti che ci separano dell’ultima postazione (107) e ben 90 dal podio (97 dal primo). Nella classifica della provincia di Crotone concorrono positivamente (si fa per dire) i fondi del Pnrr, che sono ormai quasi finiti senza avere prodotto il salto di qualità necessario, e molto probabilmente le aziende energivore e quelle del settore dei rifiuti che hanno poche ricadute positive sulla popolazione del territorio e provocano danni ingenti alla salute dei residenti.

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