Cutro, l'associazione denuncia: «Aumento ingiustificato delle aliquote Imu»
Lettera di “Solo insieme si può” al commissario prefettizio, Zaccaria Sica: «Particolare difficoltà economica e sociale in cui versa attualmente la nostra cittadina»
CROTONE «Suscita perplessità la decisione del commissario prefettizio, Zaccaria Sica, di rivedere in aumento le aliquote Imu comunali per il 2026». È quanto scrive in una nota il costituendo movimento “Solo insieme si può” di Cutro. Qui il Comune è stato commissariato dopo le dimissioni di ben 9 consiglieri ed è retto dal 14 agosto 2025 dal commissario prefettizio Zaccaria Sica che esercita i poteri di del sindaco, della giunta e del consiglio comunale.
«Il commissario Sica – si legge nella nota – che, da metà agosto dello scorso anno, guida il Comune di Cutro, dopo la decadenza del sindaco Antonio Ceraso, sfiduciato dalla sua maggioranza, nonostante questa fosse composta dall'intero Consiglio comunale, ha, infatti, approvato in data 18 dicembre 2025 la delibera n.11 con la quale si elevano le aliquote Imu in vigore nel Comune di Cutro nel 2025».
«Con tale delibera – spiega la nota – si portano al massimo consentito dalla legge le aliquote Imu riferite ai fabbricati del gruppo "D" e agli altri immobili e terreni edificabili. In particolare i fabbricati del gruppo "D" passano da una aliquota del 7,6 per mille alla aliquota massima del 10,6 per mille, mentre gli altri immobili e i terreni edificabili passano da una aliquota del 10,1 per mille all'aliquota massima del 10,6 per mille».
Una decisione che preoccupa molto, perché tutti i precedenti amministratori, sindaci o commissari, hanno sempre cercato di evitare, se non costretti da gravi situazioni di deficit nel bilancio che hanno portato alla dichiarazione del dissesto comunale.
«La perplessità è oltremodo alimentata – spiega l'associazione – dalla particolare difficoltà economica e sociale in cui versa attualmente la nostra cittadina, da un mercato sicuramente non in crescita dei terreni edificabili e da un appesantimento degli oneri finanziari gravanti sulle attività produttive, e quindi anche sulle imprese che occupano i fabbricati del gruppo "D", ovvero sui capannoni situati in prevalenza nella zona industriale».
«Non bisogna infatti dimenticare – ricorda l'associazione – che le recenti decisioni amministrative di aumentare fortemente i costi della Tari, oltre a colpire le famiglie e le piccole attività produttive, hanno molto inciso sulle attività imprenditoriali, allocate proprio nei capannoni di categoria "D", e che a questo aumento di costi, Tari più Imu, non trova riscontro alcun oggettivo aumento di fatturato o di reddito».
«Occorre certamente approfondire – chiede l'associazione – le ragioni che hanno indotto il commissario ad adottare un provvedimento così penalizzante per l'imprenditoria Cutrese, una iniziativa che comporta un irragionevole aumento di circa il 40 per cento che, come detto, si cumula con un aumento molto gravoso assolutamente ingiustificato della Tari».
«La nuova Amministrazione che, nella prossima primavera, sarà chiamata a guidare il Comune di Cutro – conclude la nota –, avrà tra le prime incombenze quella di intervenire per razionalizzare, nel loro complesso, questi notevoli aggravi di costi posti a carico dei settori imprenditoriali locali, già costretti a fare i conti con una congiuntura economica tutt'altro che facile».

