Amianto, il Comune respinge le accuse. Cittadini liberi diffida la Regione
L'associazione civico-ambientalista prosegue nello scontro per la rimozione dei tetti dai capannoni degli ex mercati generali di Crotone e chiede l'intervento di un commissario
CROTONE Una diffida urgente e richiesta di commissariamento per la presunta emergenza sanitaria derivanter dalla presenza di amianto nei capannoni dell'ex Mercato generale di Crotone è stata rivolta dall'associazione “Cittadini liberi” per il tramite dell'avvocato Giuseppe Trocino all'indirizzo del presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, e dei dipartimenti Territorio e tutela dell’ambiente e Salute e welfare dello stesso Ente. La diffida è stata inviata per conoscenza anche alla Procura della Repubblica, al Comune e ad Arpacal.

Nell'istanza avanzata dall'associazione nei contronti del presidente pro-tempore della Regione si richiede di «attivare, senza ulteriore indugio, i poteri sostitutivi previsti dall’artircolo 120 della Costituzione e dalla normativa regionale vigente», al fine di nominare un commissario ad acta che, in via sostitutiva, provveda: «alla mappatura e al censimento integrale di tutti i siti contenenti amianto (pubblici e privati) nel territorio del Comune di Crotone»; nonché «alla programmazione della rimozione d'ufficio in danno per tutti i manufatti che presentino indici di degrado pericolosi per la pubblica incolumità». Nella diffida si chieda al commissario, in sostituzione del Comune di Crotone «inadempiente», di provvedere in autonomia «alla messa in sicurezza d’urgenza e alla bonifica integrale del sito "in danno" dei soggetti obbligati»; di disporre tramite Arpacal «un monitoraggio ambientale immediato con tecnologia Sem (Microscopia elettronica a scansione) per mappare la dispersione di fibre nanometriche nell'area urbana in attuazione dei compiti di protezione ambientale previsti dalla Legge regionale 14/2011»; e infine, si richiede di «anticipare i fondi necessari per la bonifica d'urgenza, atteso che il diritto alla vita e alla salute dei cittadini e degli studenti crotonesi non può essere subordinato alle lungaggini burocratiche di un ente locale inerte».
In calce alla diffida, l'avvocato Trocino scrive che l'associazione si riserva «in caso di ulteriore persistente inerzia anche della Regione Calabria, di denunciare tali condotte alle competenti Autorità giudiziarie per omissione di atti d’ufficio e concorso in disastro e danno ambientale colposo».
Il nuovo atto dell'associazione “Cittadini liberi” nasce fatto che essa aveva già provveduto, tramite lo stesso studio legale crotonese, a diffidare il Comune di Crotone, intimando le stesse pretese e motivazioni, con istanza protocollata in piazza della Resistenza il 9 febbraio scorso. Il sollecito ha però ricevuto “picche” dall'Ente attraverso un riscontro datato 17 febbraio scorso e stilato dal responsabile di elevata qualificazione del Servizio 3.4 (Ambiente), Danilo Pace.

Il Comune: «Nessun aggravamento del rischio, Regione non agisca»
«Le affermazioni relative a un presunto "aggravamento del rischio sanitario per la popolazione" causato dall'inerzia del Comune - precisa nel riscontro Pace - sono prive di qualsivoglia fondamento scientifico e tecnico. Si osserva che le perizie di parte allegate alla diffida (Relazione Geologica/Medica e Chimica) basano le proprie conclusioni su dati di letteratura o su considerazioni teoriche generali, che non hanno alcun significato probatorio in assenza di misure dirette».
«Ad oggi - sottolinea Pace -, non risulta agli atti alcuna rilevazione strumentale certificata relativa alla concentrazione di fibre di amianto aerodisperse nell'area circostante che attesti il superamento delle soglie di sicurezza o l'effettiva dispersione di "fibre nanometriche". Senza tale dato analitico puntuale, parlare di emergenza sanitaria in atto costituisce un inutile procurato allarme. Gli unici dati ad oggi disponibili sono contenuti nel report del IV trimestre 2025 fornito dalla Società LabAnalysis, che monitora la qualità dell’area per conto di Eni Rewind SpA, ed ha evidenziato valori di fibre di amianto aerodisperse in città al di sotto del limite di rilevabilità del metodo».
Il Comune rammenta più avanti che «la valutazione del rischio sanitario non compete a periti di parte né ad associazioni private, bensì è prerogativa esclusiva delle Aziende sanitarie provinciali (Asp) e di istituti nazionali preposti, quali l'Istituto superiore di sanità (Iss). Sono tali Enti gli unici titolati a certificare l'esistenza di un pericolo per la salute pubblica che, allo stato, non sussiste».
Con riferimento all'esecuzione in danno per la rimozione dell'amianto, l'Ente «preso atto dell'inottemperanza della proprietà privata, aveva avviato le procedure propedeutiche all'intervento sostitutivo in danno (esecuzione d'ufficio), proprio per garantire la tutela della salute pubblica richiamata; tuttavia, si segnala che il soggetto privato proprietario dell'area, precedentemente inadempiente, ha recentemente manifestato formalmente la propria volontà di procedere autonomamente e a proprie spese alla bonifica richiesta, fornendo anche un cronoprogramma di intervento».

«Alla luce di tale novità - spiega ancora Pace -, l'Amministrazione ha il dovere di sospendere temporaneamente l'azione in danno. Procedere con fondi pubblici (seppur con diritto di rivalsa) in presenza di una dichiarata volontà di adempimento del privato esporrebbe l'Ente, e quindi la collettività, a rischi di duplicazione dei costi e a potenziali contestazioni per danno erariale. Naturalmente, tale sospensione è vincolata all'effettivo e celere avvio dei lavori da parte della proprietà; in caso contrario, l'azione in danno riprenderà immediatamente il suo corso».
Infine, il Comune passa al contrattacco segnalando che «dalla documentazione allegata alla diffida, in particolare dalla documentazione fotografica "del crollo recente" e dai campionamenti citati nelle perizie, si evince che soggetti terzi avrebbero effettuato accessi all'interno dell'area in questione. Poiché l'area è di proprietà privata e, per quanto a conoscenza dello scrivente Ufficio, potrebbe essere tuttora sottoposta a provvedimenti di sequestro giudiziario, si invita la Procura della Repubblica in indirizzo (...) a valutare se tali accessi siano avvenuti nel rispetto delle norme vigenti, se vi sia stata violazione di domicilio o, ancor più gravemente, violazione dei sigilli apposti dall'Autorità giudiziaria, circostanze che inficerebbero, tra l’altro, alla radice la legittimità delle "prove" prodotte a supporto della diffida».
Alla luce di tutte queste considerazioni, il Comune «respinge ogni addebito di responsabilità» e invita la Regione Calabria a «considerare insussistenti i presupposti per la nomina di un commissario ad acta, confermando che il Comune di Crotone sta operando nel pieno rispetto delle proprie prerogative di legge per assicurare la bonifica del sito da parte dei soggetti obbligati».
«Questi uffici - conclude Pace - continueranno a vigilare con la massima attenzione sul rispetto del cronoprogramma che la proprietà privata ha prodotto».

Cittadini liberi:«Basta rimpalli, serve un Commissario subito»
Pronta la replica di "Cittadini Liberi" che, oltra alla seconda diffida, in una nota stampa parla di «emergenza amianto a Crotone» contro il «negazionismo del Comune». «Basta rimpalli, serve un Commissario subito», sollecita l'associazione civico-ambientalista, sottolineando come non sia «più tempo di silenzi, né di rimpalli burocratici».
Cittadini Liberi torna insomma a far sentire la propria voce per denunciare «una situazione che ha superato ogni limite di decenza e sicurezza: il perdurante stato di abbandono del sito inquinato da amianto nel cuore della nostra città. Una vicenda che si trascina da sei anni e che sta esponendo migliaia di persone a un pericolo invisibile ma letale», sostiene.
La recente risposta del Comune di Crotone alla nostra richiesta di commissariamento lascia sbigottiti. Invece di assumersi la responsabilità di un ritardo infinito, l'Amministrazione ha scelto la via del diniego e della difesa d'ufficio. Non solo respinge ogni addebito, ma arriva a contestare la validità delle prove fotografiche e consulenze tecniche che abbiamo presentato, quasi a voler negare un'evidenza che è sotto gli occhi di tutti.
«C'è di più - stigmatizza l'associazione -: il Comune si spinge a ipotizzare violazioni dei sigilli del sito, dimenticando però un dettaglio fondamentale. Nel 2022, fu lo stesso sindaco a recarsi su quel luogo per una conferenza stampa convocata proprio per accendere i riflettori sul disastro ambientale in atto. In quell'occasione, il primo cittadino non ebbe un atteggiamento negazionista: riconobbe pubblicamente la gravità della situazione e annunciò azioni d'ufficio in danno dei privati. Com'è possibile che oggi, a distanza di anni e con la catastrofe in atto, il pericolo venga minimizzato o ignorato dagli uffici comunali?», chiede l'associazione.

«È doloroso constatare come l'Ente - commenta cittadini Liberi -, che per primo dovrebbe farsi custode della salute pubblica, si nasconda oggi dietro la presunta vigilanza su "cronoprogrammi" privati che non hanno prodotto alcun risultato concreto in oltre un quinquennio. Mentre gli uffici si dicono "soddisfatti" del proprio operato, i cittadini e gli studenti crotonesi continuano a respirare un'aria su cui grava l'ombra pesante delle fibre di amianto. Un killer silenzioso che non aspetta i tempi della burocrazia».
Per queste ragioni, annuncia Cittadini liberi «abbiamo inviato una ferma nota di replica alla Regione Calabria e a tutte le autorità coinvolte. Abbiamo ribadito che l'inerzia del Comune è un fatto documentato, non un'opinione, e che la nomina di un commissario ad Acta non è più un'opzione, ma un atto di giustizia necessario per bonificare il sito e censire l'amianto presente nel territorio comunale. Non possiamo più permettere che il diritto alla vita venga sacrificato sull'altare della negligenza amministrativa».
L'associazione chiede con forza che «la Regione intervenga in via sostitutiva per avviare la bonifica d'urgenza e che l'Arpacal effettui immediatamente monitoraggi ambientali con tecnologie avanzate (Sem), le uniche capaci di mappare realmente la dispersione delle fibre nanometriche».
L'associazione Cittadini liberi avverte che «non farà un passo indietro» perché «la salute non è un bene negoziabile e la pazienza dei crotonesi è finita». «Se il Comune sceglie di negare la realtà - conclude la nota -, noi continueremo a inchiodarlo alle sue responsabilità in ogni sede, finché questa ferita nel cuore della città non sarà finalmente sanata».

