L'arte bianca
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CROTONE Sarebbe potuto essere un momento quasi mistico, se non fosse stato per il conto salato da pagare alla fine e il senso di impotenza che lo ha accompagnato. La storia viene riferita in una lettera in redazione a firma di Antonella Le Piane, Carmela Camigliano, Rita Mendicino e Alessia Amatore.

Il racconto ha inizio alle ore 12 del 5 maggio scorso, mentre il luogo teatro della vicenda è l'incrocio tra via Spiagge delle forche e via Louis Braille a Crotone, dove erano in corso i lavori di rifacimento dell'asfalto. 

Scatta la pausa pranzo. Un gruppo di colleghe esce dal proprio ufficio posto nelle immediate vicinanze (largo Gaele Covelli). Con la solita fretta e la fame d’ordinanza, le quattro lavoratrici percorrono il lungo tratto di strada necessario perché il centro cittadino di Crotone, quella mattina, era blindato come una zona di guerra con cantieri e i preparativi per la festa mariana. 

In questo caos urbano, alle quattro lavoratrici, è sembrato quasi un miraggio essere arrivate al parcheggio in tempo per poter fare tutto in orario prima della ripresa pomeridiana, salvo poi provare lì un’improvvisa sensazione di “vuoto”: le loro auto non c’erano più.

Segnaletica enigmatica e rimozioni lampo

Non si è trattato di un gioco di illusionismo o prestidigitazione, ma più banalmente di una “spietata” rimozione forzata dei veicoli effettuata in massa dalla Polizia locale. Insieme ai veicoli delle quattro lavoratrici, infatti, altri dieci "eletti" sono stati scelti per quello che è somigliato più a un esperimento sociale basato su una segnaletica così enigmatica da far invidia ai leggendari quesiti della Sfinge. Segnali prontamente "corretti" il giorno dopo con cartelli chiarissimi, rispetto a quelli posizionati la sera prima e lì trovati dalle queattro all'ora del parcheggio (antecedente le ore 8 del mattino). «Ma la trasparenza - scrivono - è un optional che arriva solo a "sequestro" avvenuto. Tempismo perfetto, quasi soprannaturale».

La filosofia del cantiere e il silenzio delle divise

«Il vero spettacolo, però - incalzano le quattro -, è andato in scena quando abbiamo provato a chiedere spiegazioni ai protagonisti del cantiere. La Polizia locale, con un’eleganza d’altri tempi, ha preferito il nobile gesto della "spalluccia" collettiva prima di dileguarsi, lasciandoci a piedi con il verbale in mano. Gli addetti ai lavori, quando abbiamo fatto notare che interventi così massicci andrebbero fatti di notte per non sequestrare un intero quartiere, ci hanno regalato una perla di filosofia moderna: "La sera preferisco dormire con mia moglie". Un’etica del lavoro commovente; peccato che a perdere il sonno (e 140 euro tra multa e deposito) siamo state noi».

Un incubo kafkiano sulla Statale 106

«Senza una foto del luogo scattata prima della rimozione - sottolineano le malcapitate - chi mai penserebbe di fotografare un parcheggio ogni mattina? - ci ritroviamo con le mani legate. Una segnaletica palesemente ambigua, messa in modo da indurre in errore anche il più attento dei guidatori (infatti quasi 15 persone, proprietari delle auto rimosse, la pensano così) e ora siamo impossibilitati a contestare formalmente il verbale. Rimaste a piedi e in pieno panico, abbiamo dovuto invocare il soccorso del marito di una nostra collega (nuovo eroe civile) per farci scortare fino al deposito sulla 106. Abbiamo vissuto una corsa contro il tempo tra pagamenti e imprecazioni per riuscire nell'impresa impossibile: rientrare a lavoro in orario. Una pausa pranzo che definire kafkiana è un insulto a Kafka».

Promesse elettorali e vuoto cosmico

«Così, in questo magico periodo elettorale - riferiscono le quattro donne -, dove ogni stretta di mano è una promessa d'amore e ogni manifesto trasuda "vicinanza al popolo", abbiamo deciso di inviare una “Pec” di chiarimenti al nostro sindaco che è caduta nel vuoto cosmico. Un silenzio assordante che stride con i sorrisi rassicuranti che ci osservano, impeccabili, dai cartelloni pubblicitari lungo le strade. Forse abbiamo frainteso il programma: la "vicinanza al cittadino" probabilmente si attiva solo dopo il voto, o forse vale solo per chi non disturba con noiose richieste di trasparenza. Ringraziamo sentitamente per il contributo involontario alle casse comunali e per questa preziosa lezione di "ascolto del territorio"», concludono  Le Piane, Camigliano, Mendicino e Amatore.

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