L'arte bianca
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affidato
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CROTONE Un sistema ben oliato, capace di drenare centinaia di migliaia di euro dalle casse pubbliche per alimentare conti privati, viaggi di lusso e acquisti personali. Nel mirino l'esponente di Forza Italia ed ex presidente della Provincia, Fabio Manica, domenica scorsa rieletto consigliere provinciale, che sarebbe al centro del sistema cristallizzato nell'idagine della Provcura della Repubblica di Crotone denominata Terorema.

I finanzieri del Comando provinciale di Crotone - impegnati con un dispositivo operativo composto da 80 militari - su disposizione della Procura, hanno eseguito, nelle prime ore della mattina di oggi, 16 perquisizioni, anche informatiche, in uffici della Provincia e del Comune di Crotone, in studi di consulenza professionali, nonché abitazioni private. 

Notificati anche 20 avvisi di garanzia nei confronti di altrettanti indagati. Le fiamme gialli crotonesi hanno scoperto un vasto giro di affidamenti illeciti di appalti con un drenaggio di denaro pubblico quantificato in 400.000 euro, confluito anche su conti correnti personali di un funzionario pubblico, oltreche' nelle casse dei soggetti affidatari. 

Tra le persone indagate figurano dunque funzionari pubblici e professionisti che per gli inquirenti agivano da anni come un gruppo con una struttura ben organizzata, orientando affidamenti diretti di servizi tecnici e professionali, in violazione dei principi di rotazione, imparzialità e trasparenza previsti dalla normativa sui contratti pubblici. 

Le ipotesi di reato contestate agli indagati vanno dalla corruzione al falso ideologico in atto pubblico, dalla frode nelle pubbliche forniture alla truffa aggravata ai danni dello Stato. I militari della Guardia di Finanza hanno anche eseguito un sequestro preventivo d'urgenza di cinque società, di cui due con sede in Emilia Romagna, alcuni immobili, giacenze di denaro su rapporti bancari e auto. 

Il flusso di denaro pubblico indebitamente sottratto, come emerso dalle articolate indagini svolte, veniva impiegato da parte del funzionario pubblico per spese personali (acquisto di veicoli, premi assicurativi, viaggi e soggiorni, spese di rappresentanza, acquisti di beni e prelievi di contante). Le restanti somme rimanevano nella disponibilità dei professionisti affidatari, secondo accordi di ripartizione. Le movimentazioni venivano giustificate da fatturazioni per consulenze. 

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