L'arte bianca
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affidato
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Questa mattina, Piazza della Resistenza a Crotone si è riempita di volti coperti da maschere bianche. È la protesta silenziosa ma determinata dei 74 ex lavoratori a progetto della Abramo Customer Care, transitati in Konecta con contratti a termine. Lo slogan "Non siamo fantasmi, siamo lavoratori" ha dato voce a chi, il prossimo 18 maggio, rischia di rimanere definitivamente fuori dal ciclo produttivo. Al loro fianco hanno sfilato anche i colleghi assunti a tempo indeterminato, preoccupati per un futuro che appare ogni giorno più incerto. 

Un progetto da 20 milioni di euro in stallo

La vertenza nasce dal piano di dematerializzazione delle cartelle cliniche calabresi, un’operazione voluta dalla Regione e finanziata con 15 milioni di euro regionali e 5 milioni statali. Nonostante le rassicurazioni su commesse triennali, dallo scorso 9 aprile la produzione si è fermata, costringendo l'azienda a ricorrere alla cassa integrazione per la maggior parte dei dipendenti. I numeri sono allarmanti: 894 lavoratori coinvolti complessivamente tra le sedi di Crotone, Rende e Settingiano, con i 74 precari crotonesi esclusi persino dagli ammortizzatori sociali. 

L'affondo del sindacato: esposto in arrivo

Fabio Tomaino, segretario provinciale della Confial, ha puntato il dito contro la gestione dell'operazione industriale e la mancanza di controlli sull'uso dei fondi pubblici. Il sindacato sta preparando un esposto da presentare alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica, chiedendo trasparenza su come siano stati impiegati i finanziamenti destinati allo sviluppo del territorio. Secondo Tomaino, chi opera in Calabria non può limitarsi ad alimentare precarietà utilizzando i soldi dei cittadini. 

Verso il tavolo in Prefettura

La tensione resta alta in vista di venerdì 24 aprile, data in cui la Prefettura ha convocato un tavolo di confronto su sollecitazione del sindaco Vincenzo Voce. La priorità assoluta per i sindacati resta la stabilizzazione degli ex lavoratori a progetto. L’obiettivo finale rimane quello di trasformare la regione in un hub nazionale della digitalizzazione, ma su basi di affidabilità e serietà industriale, evitando che un progetto nato per creare crescita si trasformi nell'ennesimo simbolo di disillusione calabrese.

Barbuto (M5s): «Non sono fantasmi, ma il futuro di Crotone»

«Oggi Piazza della Resistenza si è riempita di volti coperti da maschere bianche, ma dietro quel silenzio e quei cartelli con su scritto “Non sono un fantasma” pulsano le vite, le speranze e le preoccupazioni di decine di lavoratori che chiedono solo un diritto sacrosanto: quello al lavoro». Così la Consigliera regionale Elisabetta Barbuto del Movimento 5 Stelle che interviene sulla protesta pacifica dei lavoratori ex Abramo svoltasi questa mattina davanti al Comune di Crotone.

«La manifestazione, carica di significato simbolico - commenta Barbuto -, ha acceso i riflettori sulla drammatica situazione dei 74 lavoratori con contratto a tempo determinato che, allo stato attuale, resterebbero esclusi dagli ammortizzatori sociali (Cassa Integrazione). Per loro, il contratto scadrà il prossimo 18 maggio, segnando potenzialmente l'ennesima espulsione forzata di giovani professionalità dal tessuto economico calabrese».

«Ho incontrato personalmente una delegazione di questi lavoratori nei giorni scorsi - prosegue Barbuto - e ne condivido pienamente la battaglia. Non possiamo permettere che 74 famiglie crotonesi vengano abbandonate al proprio destino. Negare loro la cassa integrazione e una prospettiva di continuità significa, nei fatti, spingere altri giovani calabresi fuori dalla propria terra, svuotando ancora una volta il nostro territorio di energie e competenze».

L'attenzione è ora rivolta al tavolo tecnico convocato per venerdì mattina presso la Prefettura di Crotone, a cui prenderanno parte l'azienda Konecta, il sindacato Confial e i rappresentanti della Regione Calabria.

«Il tavolo di venerdì - sottolinea Barbuto - rappresenta un passaggio cruciale. Mi auguro che prevalga il senso di responsabilità da parte di tutti gli attori coinvolti. Da parte mia, garantisco il massimo impegno e la massima vigilanza affinché si trovi una soluzione concreta che includa tutti i lavoratori, nessuno escluso. I lavoratori ex Abramo non sono fantasmi e non permetteremo che diventino invisibili agli occhi delle istituzioni. Difendere il loro posto di lavoro significa difendere il futuro di Crotone», conclude Barbuto.

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