L'arte bianca
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CROTONE Aveva già accumulato precedenti penali e un provvedimento di rigetto dell'asilo il cittadino nigeriano arrestato a Crotone dopo aver danneggiato diverse auto e ferito cinque agenti di Polizia. A denunciare con forza il quadro di irregolarità del soggetto sono Michele De Simone, coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia Crotone, e Saverio Punelli, vicepresidente della Provincia di Crotone e dirigente del partito, che sollecitano l'immediato allontanamento dell'aggressore dal territorio nazionale. 

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Da sinistra: De Simone e Punelli

Nel corso dell’intervento di ieri, infatti, cinque poliziotti hanno riportato lesioni e sono stati sottoposti alle cure del personale sanitario. Al termine degli accertamenti, sono stati dimessi, tutti quanti, con una prognosi giudicata guaribile in 30 giorni ciascuno, salvo complicazioni.

L’uomo è stato immediatamente accompagnato presso gli Uffici di Polizia dove è stato compiutamente identificato e, al termine di tutti gli accertamenti, è stato arrestato e condotto presso la locale Casa circondariale.

La vicinanza agli agenti feriti

Nella nota redatta dai due esponenti politici viene espresso pieno sostegno al personale di polizia rimasto coinvolto negli scontri. «Esprimiamo la più sincera vicinanza e solidarietà ai cinque agenti di Polizia rimasti feriti nel grave episodio di violenza verificatosi a Crotone», dichiarano De Simone e Punelli, aggiungendo: «A loro va il nostro ringraziamento per il coraggio, la professionalità e il senso del dovere dimostrati nel difendere la sicurezza dei cittadini e l'ordine pubblico».

La ricostruzione del profilo dell’aggressore

Il testo analizza la cronologia dei soggiorni e dei provvedimenti che hanno interessato lo straniero prima dell'episodio di cronaca. «Quanto accaduto pone interrogativi che non possono essere ignorati. Il cittadino nigeriano arrestato era sbarcato in Italia nel 2017. Dopo il rigetto della domanda di asilo e del successivo ricorso, era divenuto irregolare sul territorio nazionale, accumulando nel tempo precedenti penali fino alla scarcerazione avvenuta nel luglio scorso per fine pena», spiegano i rappresentanti di Fdi.

La nota ripercorre inoltre le recenti vicende amministrative e le decisioni dell'autorità giudiziaria: «Successivamente, nei suoi confronti era stato disposto il trattenimento presso il Cpr di Bari sulla base di una valutazione di pericolosità sociale. La misura, tuttavia, non è stata convalidata e il soggetto è stato rimesso in libertà. Oggi, dopo il danneggiamento di numerose autovetture e la violenta aggressione che ha provocato il ferimento di cinque appartenenti alle forze dell'ordine, è legittimo affermare che quelle preoccupazioni non erano affatto infondate».

Il ruolo della politica e la richiesta di rimpatrio

Alla luce dei fatti ricostruiti, i dirigenti del partito chiedono che vengano avviate senza indugio le procedure per l'allontanamento definitivo dell'uomo dall'Italia. «Nel pieno rispetto dell'autonomia della magistratura, la politica ha il dovere di prendere atto della realtà: chi aggredisce gli uomini e le donne in divisa, chi mette a rischio l'incolumità dei cittadini e semina violenza sul territorio dimostra di rappresentare un concreto pericolo per la collettività», sottolineano De Simone e Punelli.

«Per questo riteniamo che debbano essere attivate con la massima rapidità tutte le procedure previste dalla legge per l'espulsione dal territorio nazionale. L'Italia deve accogliere chi rispetta le regole, non chi le calpesta con comportamenti violenti e criminali. Ecco perché continuiamo a sostenere che l'immigrazione va regolata e gestita, gli irregolari devono essere rimpatriati senza se e senza ma», ribadiscono i due esponenti.

A conclusione della nota, viene riaffermata la necessità di garantire la tutela delle forze dell'ordine e la certezza delle norme: «Chi aggredisce un poliziotto aggredisce lo Stato. La sicurezza dei cittadini, il rispetto della legge e la tutela delle forze dell'ordine devono tornare al centro di ogni scelta. Non servono giustificazioni ideologiche: servono regole certe, controlli efficaci ed espulsioni immediate per chi sceglie la violenza».

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