Un complesso intreccio criminale riconducibile alla storica cosca di 'ndrangheta Farao-Marincola ed una struttura gerarchica dedicata allo spaccio di cocaina, eroina e marijuana e alla detenzione di armi clandestine: è quanto emerso dall'inchiesta "Desert storm", coordinata dalla Dda di Catanzaro e condotta dai carabinieri del Comando provinciale di Crotone che stamani hanno arrestato 13 persone - 10 in carcere e tre ai domiciliari - nell'area tra Cirò Marina e Cirò (Crotone). Sono 230 i capi di imputazione, dal narcotraffico alle armi, contestati nell'ordinanza di misura cautelare. Il provvedimento ha condotto in carcere dieci soggetti ritenuti centrali nelle dinamiche del gruppo: Basilio Paletta (di 50 anni), considerato una figura di vertice, affiancato da Luca Frustillo (40), Cataldo Cozza (46), Antonio Aloisio (41), Salvatore Arabia (33), Alessandro Giglio (37), Carmine Graziano (26), Mario Morrone (49), Antonio Murano (50) e Gaetano Potenza (33). Per altri tre indagati, Domenico Pio Aloisio (23), Antony Dell'Aquila (23) e Sante Morrone (43), il giudice per le indagini preliminari ha invece disposto la misura degli arresti domiciliari. L'indagine si è avvalsa in modo determinante delle dichiarazioni di collaboratori di giustizia come Gaetano Aloe. Le rivelazioni hanno permesso di documentare il controllo capillare esercitato sul territorio, che arrivava a imporre ai pusher locali il divieto assoluto di rifornirsi in piazze esterne come quella di Crotone. Chi trasgrediva a questa regola veniva punito con violenti pestaggi, necessari per garantire che i proventi dello spaccio confluissero esclusivamente nella "bacinella" comune della consorteria, assicurando così la stabilità economica e il potere del clan nonostante i precedenti interventi delle forze dell'ordine.

