Asp Crotone, proroga "slim" per Graziano: il manager resta per 45 giorni
La Regione allunga l'incarico scaduto il 31 maggio in attesa del nuovo dg. È il quarto cambio al vertice in quattro anni: una gestione precaria che penalizza il territorio
CROTONE Prorogato per un massimo di 45 giorni l’incarico al direttore generale dell’Azienda sanitaria provinciale di Crotone, Antonio Graziano. Non più di 45 giorni perché questo prevede la normativa per le proroghe. La determina di proroga n. 444666, datata 29 maggio, è stata emanata dal Dipartimento della salute della Regione Calabria.
Questa mattina con la determina n. 1689 c’è stata la presa d’atto da parte del Unità operativa complessa Affari generali dell’Asp pitagorica, che ha tenuto conto della «dichiarazione di regolarità tecnico-procedurale e legittimità dell’atto resa dal responsabile del procedimento designato nonché dal dirigente responsabile Uoc/Uos/Uosd».
L’incarico a Graziano era scaduto lo scorso 31 maggio. Il manager era arrivato a Crotone nel gennaio di quest'anno dall’Asp di Cosenza, dove era stato nominato direttore generale. L’incarico di Crotone aveva la durata di poco più di quattro mesi, esattamente il periodo che mancava per concludere il ciclo a Cosenza. La scelta della nuova proroga limita è stata fatta in attesa tenendo conto del fatto che la «Regione Calabria ha avviato il procedimento finalizzato all'individuazione e alla nomina del nuovo direttore generale».
Si tratta di un incarico temporale per evitare di avere scoperta la gestione sino a quando non sarà conclusa l’attività di nomina del nuovo manager. Il solito pateracchio che penalizza Crotone. In quattro o cinque mesi cosa può mettere in cantiere un direttore generale di un’Azienda che ha mille problemi da risolvere? Poco o niente.
In una fase di gestione precaria si rischia anche di commettere sbavature anche per l’ordinaria amministrazione. Graziano è il quarto responsabile che l’Azienda crotonese ha avuto a capo negli ultimi quattro anni. Gli altri, non hanno fatto in tempo a capire le complessità, che erano già andati via. Graziano addirittura rischia di passare alla storia per «una toccata e fuga», così come era già successo al tempo della sua prima nomina a Crotone.

