L'arte bianca
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CROTONE Entusiasmo alle stelle nel campo progressista crotonese alla presentazione del candidato a sindaco Giuseppe Trocino, consumatasi questa sera presso il “Mara Vinarte” di piazza Immacolata a Crotone.

Ad accogliere la nuova proposta civica del centrosinistra per la guida della città - l'avvocato già presidente dell'Ordine che proviene da una lunga militanza nel mondo dell'attivismo ambientalista e animalista - è stata una sala gremita, fatta sì di sostenitori, rappresentanti dei partiti e delle associazioni civiche, ma anche e soprattutto di molti curiosi.

Inaspettata e molto gradita al candidato, la presenza di Flavio Stasi, sindaco di Corigliano-Rossano, entrambi accomunati da un passato di lotte civili in Calabria e oggi chiamati a rappresentare le istanze dell'Alleanza progressista. Coalizione, questa, che al momento consta per le prossime amministrativa di Crotone di cinque liste con Pd, M5s, Avs-Sinistra italiana, Demos e Trocino sindaco. Si è però lasciato intendere che la coalizione potrà allargarsi a quelle liste civiche che «aderiranno ai nostri valori» che sono quelli del «buon governo» e che mettono un argine ai «trasformismi di partito».

Ma soprattutto al fianco di Trocino c'erano riuniti, sotto lo stesso cielo, tutti i rappresentanti del cosiddetto campo largo, a partire dal coordinatore provinciale del Pd e vero tessitore di questa alleanza, Nico Stumpo, alla consigliera regionale del M5s, Elisabetta Barbuto, al parlamentare di Sinistra italiana (Avs), Fernando Pignataro, e all'esponente di Demos, Filippo Sestito.

La “sfuriata” del candidato Trocino, quella materializzatasi sui social pochi istanti dopo la quadra trovata dall'alleanza sul suo nome, fa già parte del passato. È stato lo stesso candidato a chiarirlo alle domande dei cronisti, cui hanno fatto poi da eco le dichiarazioni di Stumpo e Sestito.

«A volte tra persone che non si conoscono ancora bene – ha chiarito Trocino – possono sorgere delle incomprensioni. Soprattutto nel corso di un incontro di poche ore dove si deve parlare di visioni, di programma, dello sviluppo di un territorio. Penso che la cosa più importante, quando sorgono incomprensioni del genere, sia poi trovare la forza di superarle. Se fare un passo indietro, come ha fatto il sottoscritto, serve a prendere la rincorsa, per poi farne due in avanti tutti insieme e per Crotone, allora ben vengano i passi indietro. Questo è accaduto».

«Anche i matrimoni più fecondi – ha detto in proposito Stumpo – hanno bisogno di qualche tempo in più per cementificarsi. La vostra presenza così forte di quest'oggi dimostra che stavamo facendo la cosa giusta e che quell'incomprensione è servita ad arrivare ancora più uniti a questo importante incontro». 

«Perché vi pare normale – ha aggiunto Sestito – che questa giunta di centrodestra non abbia ancora chiarito con quale schieramento si presenterà? Ritengo invece normale discutere all'interno di una coalizione fatta di partiti che hanno anche idee differenti, altrimenti staremmo tutti sotto lo stesso simbolo. È il sale della politica... Forse siamo partiti tardi e, a un certo punto, abbiamo avuto troppa fretta».

Ad aprire il dibattito era stato Nico Stumpo che ha subito precisato come «qualche giorno fa nessuno avrebbe creduto che questa coalizione sarebbe potuta essere presente a queste elezioni, eppure oggi siamo qui con tutt'altro spirito». Poi subito l'affondo del dirigente nazionale del Pd all'avversario. 

«Abbiamo tutta la volontà e le forze – ha sostenuto Stumpo - per cambiare la città rispetto alle condizioni in cui viene lasciata. Vogliamo dare quel segnale di cambiamento vero che è stato tradito in questi cinque anni in cui, tutte le promesse della campagna elettorale si sono trasformate in bugie. Abbiamo voluto costruire qualcosa che andasse oltre i partiti perché la loro vera forza si misura quando sanno guardare fuori da sé stessi. E la candidatura di Giuseppe Trocino guarda alla società civile. A noi sta a cuore guardare ai cittadini, sta a cuore la città che è stata tradita, abbandonata e lasciata fuori da ogni possibilità di sviluppo, a partire dal diritto alla salute, con un Comune che è stato solo in grado di prendere qualche prebenda e mettere dei fiorellini per strada».

Barbuto non ha nascosto che l'individuazione del candidato a sindaco per l'Alleanza progressista è stata una scelta «dura, difficile e, per questo, ci hanno anche criticato. Ma noi abbiamo valutato e ponderato questa candidatura, ma poi ci siamo incontrati su dei temi e abbiamo saputo quindi portarla avanti. Noi andremo adesso nei quartieri e sentendo i bisogni dei cittadini. È questa un'attività che non abbiamo mai cessato di fare e per questo sappiamo quali sono le esigenze dei cittadini».

L'onorevole Pignataro, da ospite d'eccezione del tavolo progressista, ha tenuto a rivolgere la sua personalissima soddisfazione per il lavoro «importante, difficile, complicato» portato avanti dalla coalizione», sottolineando come la «risposta dei presenti all'iniziativa» contenga in sé il «segnale di una buona scelta». «L'entusiasmo creato dal candidato Trocino – ha proseguito il parlamentare – è il sintomo che i partiti, da soli, non bastano e che c'è quindi c'è bisogno dell'aiuto dei cittadini per compiere questa battaglia che è culturale e politica».

Nel sottolineare che la sua presenza a Crotone sia frutto di un'improvvisata a carattere personale, il sindaco di Corigliano-Rossano Stasi ha evidenziato come, dietro la scelta di Trocino, vi sia l'imprinting di «una classe dirigente coraggiosa». «Con Giuseppe – ha detto amichevolmente Stasi – ci siamo conosciuti in strada, nei presidi contro le discariche, di fronte agli ospedali, nelle battaglie per l'ambiente, a metà strada negli autogrill per studiare documenti. Trocino è l'espressione più autentica di una nuova classe politica nata nella lotta civile».

Teso e, al tempo stesso, gratificato dalla fiducia accordatagli dell'Alleanza progressista si è presentato davanti ai propri elettori Giuseppe Trocino, dicendosi «emozionato», ma anche di sentiresu di sé il «peso delle aspettative» riposte dal campo progressista che ha scelto lui. Trocino ha per questo ringraziato le forze che lo sostengono, assicurando loro che ha accettato la proposta «per unire e ricucire una città disgregata e avvelenata, non solo dai veleni della bonifica a carico di Eni, ma anche e soprattutto dal clima di attacchi spesso consumati sui social dalla componente civica che governa».

Quindi Trocino è subito andato al cuore della campagna elettorale che intenderà improntare, invitando tutti i presenti ad «andare casa per casa a prendere i voti». «La vera sfida per noi – ha prospettato il candidato – sarà quella di recuperare la fiducia di quella gente delusa dalla politica e che non va più a votare. Dalla periferia al centro, saremo votati all'ascolto. Non basta fare il carbonara day o altre feste di paese, ma bisogna andare incontro ai problemi della gente. La priorità per noi sono le case e non i murale».

Su un'eventuale corsa a due per la poltrona di sindaco, Trocino ha precisato: «La sfida all'ultimo voto, almeno per noi, significherà portare a votare gli elettori persi, gli astensionisti». E circa la differente natura di “civismo” portata avanti dal sindaco uscente, Trocino ha precisato: «Il nostro è un ambientalismo fatto di dati e contributi tecno-scientifici, mentre il peseudoambientalismo è quello di Voce in questi 5 anni che ha tradito le promesse fatte ai propri elettori, arrivando ad accusarci di allarmismo. La vera sfida, quindi, sarà tra Vincenzo Voce e tutte le sue promesse elettorali poi non mantenute». Il sasso nello stagno è lanciato.


 

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