L'arte bianca
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Mesoraca. Si è svolto nella mattinata del 16 maggio, presso l’Auditorium del Liceo delle Scienze Umane “R. Lombardi Satriani” di Mesoraca, l’incontro-studio “Oltre lo specchio – Comprendere i disturbi del comportamento alimentare”, un’iniziativa dedicata a una delle problematiche più delicate e complesse che interessano il mondo adolescenziale: i disturbi del comportamento alimentare.
L’evento, promosso dall’Interact Club Petilia Policastro – Valle del Tacina “Centenario”, in collaborazione con lo Studio Nutrizionale “Alimenta la Tua Salute”, ha coinvolto studenti, docenti ed esperti in un percorso di riflessione e approfondimento su fenomeni quali anoressia, bulimia, binge eating e altre forme di disagio alimentare, oggi sempre più diffuse tra i giovani.
L’incontro si è aperto con un momento particolarmente intenso: un minuto di silenzio in ricordo di Francesca Anastasio, madre di Dodò, recentemente scomparsa e figura da sempre impegnata nella sensibilizzazione delle nuove generazioni contro la cultura mafiosa. Un gesto di memoria e riconoscimento per una donna che ha lasciato un segno importante attraverso il suo impegno civile e sociale.
Nel corso della mattinata la dirigente scolastica Antonella Parisi ha sottolineato il ruolo fondamentale della scuola come luogo di ascolto, prevenzione e costruzione di contesti educativi inclusivi, capaci di intercettare il disagio giovanile e sostenere il benessere psicofisico degli studenti.
Il tema affrontato si inserisce in un quadro sociale sempre più complesso. Disturbi come anoressia e bulimia non riguardano soltanto l’alimentazione, ma coinvolgono dimensioni psicologiche, emotive, relazionali e identitarie. Pressioni sociali, modelli estetici spesso irrealistici e l’influenza crescente dell’universo digitale contribuiscono ad alimentare fragilità che richiedono un approccio educativo e multidisciplinare.
Particolarmente significativo l’intervento della studentessa Elena Scalise, presidente dell’Interact Club Petilia Policastro – Valle del Tacina “Centenario”, che ha evidenziato l’importanza dell’impegno dei giovani nella promozione della salute, della solidarietà e della cultura della prevenzione, dimostrando come il protagonismo delle nuove generazioni possa trasformarsi in una concreta occasione di crescita sociale.
Tra i relatori anche il presidente nazionale del Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU), Romano Pesavento, che ha richiamato l’attenzione sulla necessità di interpretare i disturbi alimentari non solo come una questione sanitaria, ma anche culturale, educativa e sociale, capace di coinvolgere famiglie, scuola e istituzioni in una responsabilità condivisa.
Un contributo importante è arrivato anche dagli specialisti intervenuti. La biologa nutrizionista Anastasia Facente ha condiviso una testimonianza personale particolarmente intensa, raccontando il proprio percorso di sofferenza e rinascita legato a un disturbo del comportamento alimentare vissuto in giovane età. Il suo racconto ha offerto agli studenti un messaggio concreto di speranza e resilienza, suscitando attenzione e forte partecipazione emotiva.
Sul versante psicologico, Gianluca Saporito ha approfondito le dinamiche emotive e relazionali che spesso accompagnano questi disturbi, aiutando i ragazzi a comprendere la complessità di un disagio che non può essere ridotto a una semplice questione alimentare.
Nel suo intervento, la prof.ssa Manuela Muratgia ha espresso un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione dell’iniziativa, sottolineando il valore della collaborazione e del lavoro condiviso nella costruzione di percorsi educativi significativi per gli studenti. Un particolare riconoscimento è stato rivolto alla prof.ssa Emanuela Cosco, funzione strumentale del Liceo, per il prezioso contributo organizzativo che ha consentito la piena riuscita dell’evento
La mattinata si è conclusa con un dibattito partecipato, durante il quale gli studenti hanno rivolto domande agli esperti, dimostrando sensibilità e interesse verso una problematica che interessa da vicino il mondo giovanile. Un segnale importante che conferma quanto percorsi di ascolto, prevenzione e informazione possano contribuire a costruire maggiore consapevolezza.
L’iniziativa ha ribadito un messaggio centrale: educare significa anche aiutare i giovani a riconoscere il valore della propria unicità, superando stereotipi e modelli distorti. Perché, spesso, il primo passo verso il benessere è imparare a guardarsi oltre lo specchio.

 

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