L'arte bianca
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CROTONE È scontro aperto tra le istituzioni locali ed Eni Rewind sul futuro della bonifica del Sin di Crotone. Al centro della nuova vertenza c'è la decisione della società di sospendere, dallo scorso 8 gennaio, le attività di scavo nella discarica fronte mare (ex Pertusola) a seguito del rinvenimento "imprevisto" di materiali contenenti Tenorm (residui radioattivi di origine naturale derivanti da lavorazioni industriali). 

Una decisione definita "un fatto di estrema gravità che non può essere liquidato come un semplice imprevisto tecnico" in una dura nota congiunta firmata dal presidente della Provincia, Fabio Manica, e dal sindaco di Crotone, Vincenzo Voce. La società ha motivato lo stop citando una "criticità logistica insuperabile al momento".

Secondo Eni Rewind, non risultano disponibili impianti in Italia o all'estero autorizzati allo smaltimento di Tenorm. In attesa che la commissione richiesta al Prefetto definisca le opzioni operative, Eni ha comunque garantito che il cantiere non si fermerà totalmente: proseguiranno le attività nella "zona Gessi" (area interna) e le operazioni di monitoraggio.

"Non sono più accettabili rinvii, sospensioni o continui cambi di scenario" - hanno replicato Manica e Voce che respingono qualsiasi ipotesi di smaltimento in loco o permanenza dei veleni sul territorio. Gli amministratori sospettano che lo stop celi la volontà di Eni Rewind di evitare il costoso intervento di soil mixing previsto sui 360.000 metri cubi di suoli dell'area Pertusola.

 "È del tutto evidente che non sussista alcuna alternativa al conferimento altrove", scrivono ribadendo il vincolo di portare i rifiuti fuori regione. Se gli impianti esteri sono indisponibili "Eni Rewind o Edison provvedano al reperimento o alla costruzione e autorizzazione di un nuovo impianto di confinamento fuori regione". Manica e Voce sollevano inoltre dubbi sulla natura "imprevista" del ritrovamento: parlare di nuova scoperta equivarrebbe ad "ammettere che le caratterizzazioni siano state eseguite in modo errato o incompleto".

La nota integrale diramata in maniera congiunta da Comune e Provincia di Crotone

La comunicazione con cui Eni Rewind ha annunciato la sospensione delle attività di scavo per la bonifica del SIN di Crotone nell'area della discarica fronte mare dell'ex Pertusola, a seguito del rinvenimento di materiale contenente TENORM (Technologically Enhanced Naturally Occurring Radioactive Materials), rappresenta un fatto di estrema gravità che non può essere liquidato come un semplice imprevisto tecnico.

ENI, in realtà, sostiene ormai da tempo la tesi secondo cui la bonifica della discarica "Farina Trappeto" non si potrebbe realizzare in quanto non sussisterebbero discariche idonee per ospitare i TENORM con amianto nemmeno all'estero.

Tutte le amministrazioni coinvolte esprimono da tempo forti remore rispetto a tale convincimento e, per tale ragione, abbiamo già richiesto, nell'ultimo tavolo interistituzionale presso la Prefettura di Crotone, che gli organismi tecnici assumano una motivata posizione anche ai fini della prosecuzione di uno scouting quanto mai opinabile in ordine alle relative risultanze.

Ciò premesso, riteniamo del tutto evidente che, allo stato degli atti, non sussista alcuna alternativa. I rifiuti non potrebbero comunque essere conferiti presso la locale discarica di proprietà di SOVRECO S.p.A., in quanto non munita delle necessarie autorizzazioni.

Alternativamente, non potrebbe essere realizzato un impianto di scopo presso il sito di Pertusola.

Sosteniamo da tempo che la società vorrebbe evitare il costoso soil mixing sui suoli di Pertusola, in favore del ricorso all'attenuazione naturale potenziata (ENA).

La società sta evidentemente tentando di evitare il soil mixing (per 360.000 mc di suoli da trattare), nonostante le aree da trattare risultino ormai definite dalla fine dell'anno 2022.

Anche l'impianto di scopo non può essere realizzato in quanto il fattore di pressione discariche (areale), pari a 50.000 mc/kmq di discariche in un raggio di 5 km, risulta più che doppio nell'areale della discarica di proprietà di Sovreco. Il fattore di pressione "discariche" non coincide con il fattore di pressione "rifiuti".

Di conseguenza, i rifiuti delle discariche a mare, essendo queste ultime state autorizzate per rifiuti inerti (solo 50.000 tonnellate), non entrerebbero nel calcolo.

Non si tratterebbe pertanto di discariche da riallocare a distanza di pochi metri sul sito di Pertusola, ma della realizzazione di una nuova discarica, irrealizzabile sulla base di quanto sinora riferito.

Alla luce di tutto ciò, la nostra posizione può essere riassunta come segue:

  • riteniamo imposta la necessità che la società avvii immediatamente, all'interno dell'area "Pertusola", i lavori di bonifica mediante soil mixing sui 360.000 mc di suoli, senza attendere gli esiti dell'ENA, che riguarderebbe la falda e non i suoli fortemente inquinati;
  • non possiamo che riaffermare la permanente vigenza delle prescrizioni di cui al provvedimento regionale ex art. 26-bis del D. Lgs. n. 152/2006 (PAUR) circa il destino dei rifiuti al di fuori dei confini regionali;
  • riteniamo necessario che siano sottoposte al vaglio di tutti gli organi tecnici presenti in conferenza di servizi le risultanze dello scouting condotto da ENI in merito alla ritenuta insussistenza di impianti per il trattamento e lo smaltimento di rifiuti speciali pericolosi con metalli, o di TENORM con amianto, all'estero;
  • qualora, e solo qualora, risultasse confermata l'impossibilità di conferire all'estero i rifiuti speciali pericolosi con metalli o i TENORM con amianto, riteniamo imposta la necessità che ENI Rewind o Edison provvedano al reperimento o alla costruzione e autorizzazione di un nuovo impianto di confinamento fuori regione, considerato che tanto il PAUR in ambito regionale quanto il fattore di pressione impediscono sia l'utilizzo della discarica di Sovreco, anche laddove in futuro autorizzata, sia la realizzazione di impianti in situ in vigenza del fattore di pressione.

Siamo di fronte all'ennesimo tentativo di arresto di un percorso che dura da oltre vent'anni, dopo decenni di progettazione, studi, caratterizzazioni e promesse.

Parlare oggi di una "nuova scoperta" equivale ad ammettere che le caratterizzazioni siano state eseguite in modo errato o incompleto, con conseguenze che ricadono ancora una volta sulla città di Crotone e sui suoi cittadini.

Per queste ragioni abbiamo chiesto al Ministero dell'Ambiente la convocazione urgente di una conferenza dei servizi, con la partecipazione di tutte le amministrazioni competenti, affinché il soggetto responsabile della bonifica sia posto di fronte alle proprie responsabilità. 

Non sono più accettabili rinvii, sospensioni o continui cambi di scenario. In questo contesto rivolgiamo un appello forte e chiaro alla cittadinanza: non è il tempo delle polemiche, delle contrapposizioni o delle divisioni.

È il tempo della compattezza, dell'unità e della responsabilità collettiva. La bonifica del SIN non è una battaglia di parte, ma una questione che riguarda la salute, l'ambiente e il futuro dell'intera comunità.

Continueremo a esercitare ogni pressione istituzionale possibile, a vigilare con rigore e a informare costantemente la cittadinanza. La bonifica del SIN di Crotone non può e non deve fermarsi ancora. Il territorio chiede rispetto, verità e fatti concreti.
Il presidente della Provincia Fabio Manica - Il sindaco Vincenzo Voce

 

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