Addio a Ubaldo Schifino: leader storico del Pci e riformatore a sinistra
Scompare a 79 anni una delle menti più lucide della sinistra calabrese. Dalla segreteria del Pci ai vertici della Regione, una vita spesa per le istituzioni e la cultura
CROTONE La città e la sinistra crotonese in particolare si stringe nel dolore per la perdita di Ubaldo Schifino, politico di lungo corso, intellettuale e docente. La sua figura ha attraversato decenni di storia locale e nazionale, distinguendosi per un approccio alla politica inteso come servizio civile, studio rigoroso e visione programmatica.

Una vita tra politica e cultura
Nato a Crotone, Schifino si era formato negli anni del fermento studentesco del ‘68. Un passato ancge da calciatore nelle squadre dilettantistiche giovanili crotonesi (militò nella gloriosa “Stella rossa”), l’ascesa politica di Schifino iniziò presto. Prima come segratrio fra i giovani comunisti della Fgic, poi leader di partito: da segretario della Federazione del Pci di Crotone tra il 1976 e il 1981, collaborando strettamente con la segreteria nazionale di Enrico Berlinguer.

Il giornalismo e il sociale: Nel 1982 fondò assieme a Peppino Messinetti e Filippo Esposito il settimanale “Il Diario del Crotonese”, strumento di analisi e denuncia in una città che stava affrontando profonde trasformazioni industriali e sociali.
Il riformatore in Regione
Eletto Consigliere regionale della Calabria nella IV legislatura, Schifino lasciò un segno indelebile nelle istituzioni ricoprendo ruoli chiave. Da assessore alla Sanità firmò la prima legge in Italia di riordino delle Usl, riducendole drasticamente in Calabria per razionalizzare la spesa e migliorare i servizi. Da assessore al Personale collaborò con il giurista Sabino Cassese per la legge di riordino degli uffici regionali. Infine, da assessore al Turismo e sport fu l'anima della II Conferenza nazionale dello sport e promotore dei principali itinerari turistico-culturali della regione.

Gli ultimi anni e l'impegno intellettuale
Dopo aver ricoperto la carica di vicepresidente del Consiglio regionale, Schifino non abbandonò mai l'analisi critica. Nel 2009 tornò in campo come candidato alla Presidenza della Provincia di Crotone, e nel 2010 pubblicò il pamphlet “Un Partito senza se stesso”, un'analisi lucida e amara sulla deriva del centrosinistra locale.
Recentemente era impegnato come membro del Consiglio generale della Fondazione Carical, continuando a offrire il proprio contributo allo sviluppo culturale del Mezzogiorno.

Il ricordo della comunità
Molti i messaggi di stima giunti in queste ore da esponenti politici di ogni schieramento, che ne hanno ricordato l'onestà intellettuale e la signorilità nei modi, doti rare nel panorama politico contemporaneo. Ubaldo Schifino lascia l'immagine di una Calabria che sapeva pensare in grande e progettare il proprio futuro con competenza e passione. «La politica per me è sempre stata un dovere dell'intelligenza prima che una ricerca del consenso».
La camera ardente è stata allestita presso la casa funeraria Monea su via Giovanni Paolo II a Crotone; mentre le esequie si svolgeranno martedì 31 marzo, alle ore 10.30, presso la parrocchia di Sant'Antonio. Ubaldo Schifino lascia la moglie Rosetta, i figli Antonio Gianluca e le nuore Giusy e Federica.
Dalla redazione tutta della ProvinciaKR giungano le più sentite condoglianze alla famiglia. “Bella Ciao” Ubaldo!
Il cordoglio del mondo politico-istituzionale
«Esprimo il cordoglio personale, dell’Amministrazione comunale e della comunità cittadina per la scomparsa di Ubaldo Schifino, figura di primo piano delle istituzioni cittadine e calabresi e uomo di grande spessore morale e culturale». È quanto scrive il sindaco di Crotone Vincenzo Voce che ricorda anche come Schifino «nel corso del suo impegno pubblico ha ricoperto incarichi di rilievo, distinguendosi per competenza e senso delle istituzioni. Alla famiglia giungano le più sentite condoglianze».
Il Partito democratico della Calabria esprime «profondo cordoglio per la scomparsa di Ubaldo Schifino, figura di grande spessore umano e politico che ha dedicato la propria vita al servizio della comunità e delle istituzioni. Nato a Crotone, fin da giovane ha partecipato con passione ai movimenti studenteschi del ’68, proseguendo il suo impegno politico come segretario della federazione del P.C.I. dal 1976 al 1981, negli anni della guida di Enrico Berlinguer. Eletto consigliere provinciale di Catanzaro nel 1980, ha ricoperto con grande responsabilità anche il ruolo di consigliere e assessore regionale della Calabria, nella IV legislatura. Ubaldo Schifino ha continuato a partecipare con costanza alle riunioni degli organismi del Partito Democratico a tutti i livelli, offrendo il proprio contributo con la passione, la lucidità e la determinazione che lo hanno sempre contraddistinto. Il Partito Democratico della Calabria si stringe con affetto alla famiglia e a quanti gli hanno voluto bene, nel ricordo di un uomo che ha rappresentato un esempio di impegno civile, rigore morale e dedizione alla cosa pubblica e alla sua comunità politica».
Il parlamentare e commissario della federazione del Pd di Crotone, Nico Stumpo, scrive: «Con la scomparsa di Ubaldo Schifino la città di Crotone, la sinistra tutta perde un uomo dal valore inestimabile. Noi perdiamo un compagno di tutta una vita. Segretario provinciale, consigliere regionale e assessore, dirigente politico. Sempre presente, sempre disponibile a dare il suo contributo, che Ubaldo non ha mai fatto mancare soprattutto nei momenti complicati. Mai fazioso, lascia un vuoto enorme, politico e umano. Alla sua famiglia giungano le più sentite condoglianze di tutto il Partito Democratico di Crotone, di tutta la sua comunità. Riposa in pace caro Ubaldo, continueremo a tenere in considerazione i tuoi insegnamenti. Martedì 31 alle 10,00 lo saluteremo nella Chiesa di Sant’Antonio».

Anche l'ex consigliere regionale Pino Napoli ha espresso il suo cordoglio: «Questa mattina è venuto a mancare Ubaldo Schifino . Tutti noi lo abbiamo conosciuto e stimato. È stato un dirigente della Sinistra che ha sempre ispirato l'azione politica e istituzionale alla lealtà e alla passione civile e etica. È ricordato, da chiunque lo abbia incrociato nell'agone politico, per la correttezza e il garbo, tratti che lo hanno sempre contraddistinto. Lascia un profondo testamento ideale e civile, condensato nel suo libro: "Un partito senza se stesso" che rimane, straordinariamente, attuale per come ebbe, sin dal 2009, a fotografare la condizione del suo partito, il PD, a Crotone, segnalando con lucidità, rigore e coerenza, limiti e contraddizioni a tutt'oggi, purtroppo, non superate. A chi vorrà ricordare ed indicare il suo esempio politico e istituzionale, rimane il compito di rispondere con determinazione e conseguenzialità alle attese e alle sollecitazioni che Ubaldo non ha mai rinunciato a rappresentare nel corso degli anni con il suo esempio, i suoi scritti, la sua voce. Un abbraccio commosso, carissimo Ubaldo».
Militante storico della sinistra e oggi attivista, Pino Greco ha rivolto un pensiero all'amico scomparso: «Rappresentare i lavoratori, le loro istanze le loro battaglie era al centro dell'azione politica dei gruppi dirigenti del Partito e Ubaldo Schifino è stato espressione e sostenitore degli interessi dei lavoratori con intelligenza, sensibilità e passione. Con la sua scomparsa viene a mancare un altro importante pezzo e testimonianza del movimento operaio e di una politica degna di questo nome».
In tarda serata è arrivato anche il cordoglio di Gianni Pittella, già vicepresidente del Parlamento europeo che scrive: «Con la scomparsa di Ubaldo Schifino perdiamo un uomo perbene, un gentiluomo della politica. Abbiamo condiviso battaglie importanti per la democrazia e per il riscatto del Mezzogiorno, sempre guidati dai valori in cui credevamo profondamente. Ricordo la sua dolcezza, la sua lealtà limpida, la sua moralità specchiata: qualità rare, che lo rendevano non solo un collega stimato, ma una persona autenticamente buona. Resta il suo esempio, silenzioso e forte, di impegno civile vissuto con dignità e rispetto. Alla sua famiglia va il mio abbraccio più sincero».

