Inbar Ets 2026: Dominijanni a confronto sulle sfide della Bioarchitettura
Successo a Rimini per la tavola rotonda con il ministero dell'Ambiente. Riflettori accesi sulla rigenerazione dei territori fragili e l'autonomia energetica delle aree
CROTONE L’architetto crotonese Elisabetta Dominijanni è stata protagonista alla convention nazionale dell’Istituto nazionale di bioarchitettura (Inbar), che si è tenuta il 9 maggio scorso a Rimini. Dominijanni, già dirigente del Comune di Crotone, fa parte dell'ufficio di presidenza dell'istituto. All’iniziativa di quest’anno (Convention Inbar Ets 2026) era presente, tra gli altri, il funzionario del ministero dell’Ambiente che scrive i decreti ambientali. E questa presenza riveste una certa rilevanza per una realtà come Crotone dove è in atto l’attività di bonifica dell’area industriale.
Il trentacinquesimo anniversario dell'istituto
L’organizzazione dell’iniziativa si è svolta sotto la regia illuminata della presidente dell’istituto, Anna Carulli. L’evento, quest’anno, coincideva anche con il 35esimo anno dalla costituzione dell’Istituto nazionale di bioarchitettura. Il tema trattato aveva il titolo di "Bioarchitettura: innovare la tradizione, progettare il futuro".
Tavola rotonda: istituzioni e territorio a confronto
L’argomento è stato approfondito nel corso di una tavola rotonda che ha visto l’architetto Dominijanni, membro dell'ufficio di presidenza dell'Inbar, insieme all’architetto Federico Monorchio, nelle vesti di moderatori. La tavola rotonda ha avuto il titolo "Esperienze a confronto tra istituzioni e territorio nazionale", a cura del Consiglio direttivo Inbar Ets e con la partecipazione di ospiti di indiscusso rilievo quali: Roberto Castelluccio, professore associato presso l'Università degli Studi di Napoli "Federico II", Sergio Saporetti, funzionario tecnico del ministero dell'Ambiente e della sicurezza energetica (Mase), Fabrizio Capaccioli, presidente "Green building council Italia" (Gbc) e amministratore delegato di "Asacert Sb", e Alberto Rui, presidente di Confrestauro.
Protocolli d'intesa e commissioni di lavoro
La tavola rotonda ha coronato un'intensa giornata di lavori iniziata con i saluti istituzionali del Comune di Rimini, la Cna sezione provinciale e il presidente dell'Ordine ingegneri di Rimini, continuata con la firma del Protocollo aggiornato con Gbc Italia tra il presidente Anna Carulli e il presidente Fabrizio Capaccioli, con la presentazione Asacert con Cesare Auberti, head of sales certification di Asacert Sb, Cristina Norcia, referente tecnico figure professionali Asacert, e infine conclusa con le relazioni delle commissioni e dei gruppi di lavoro Inbar Ets. Tra questi in evidenza la Commissione formazione con Paolo Rughetto, il responsabile alla formazione Gino Mazzone e l'intervento del coordinatore della Sezione di Roma e presidente della Commissione dei biodistretti, Francesco Parisi.
Progettazione olistica e il caso studio di Lipari
Tra i progetti presentati, quello dall'architetto Massimiliano Pardi nella visione del progettare nei contesti fragili dal titolo "La progettazione olistica come risposta climatica: Bioarchitettura, paesaggio e responsabilità del progetto"; con il Caso Studio Lipari, un progetto di rigenerazione urbana e paesaggistica della storica cava di pomice, reinterpretata come nuovo polo di benessere e innovazione ambientale come coprogettazione vede tra il gdl il presidente Anna Carulli. L’idea nasce dalla volontà di non cancellare la memoria industriale del luogo, ma di trasformarla in una nuova infrastruttura sostenibile per l’isola.
Sostenibilità e autonomia energetica per il futuro
Attraverso l’utilizzo integrato di energia geotermica, energia solare, acqua marina, sistemi di talassoterapia, processi di desalinizzazione Med, il progetto immagina un centro capace di autoprodurre energia termica ed elettrica, potabilizzare l’acqua di mare per il proprio fabbisogno e generare un surplus energetico da redistribuire alla comunità liparese. Un approccio che mette al centro la relazione tra paesaggio, memoria dei luoghi, gestione delle risorse, autonomia energetica e responsabilità collettiva. Nei territori fragili, la sostenibilità non è un accessorio del progetto: è la sua struttura portante. La presidente Carulli, nel ringraziare tutti per l’eccellente riuscita della giornata da lei interamente coordinata, ha dato appuntamento ai prossimi importanti eventi in corso di organizzazione nell’istituto.




