Barberio: «Governo non eluda sentenza Tar sul trasferimento dei veleni»
Il segretario provinciale del Pd di Crotone interviene sulla bonifica dell'ex sito industriale: «Non esiste alcun escamotage o decreto che possa cancellare la verità»

CROTONE «È inaccettabile che il ministero dell'Ambiente stia provando ad aggirare la sentenza del Tar che ha imposto ad Eni Rewind lo smaltimento dei rifiuti della bonifica del Sin di Crotone fuori dai confini regionali. Le sentenze non sono un'opinione e vanno rispettate. Non esiste alcun escamotage o decreto che possa cancellare la verità sancita dal Tribunale: i rifiuti pericolosi del Sin di Crotone non devono restare in Calabria». È quanto auspica in una nota il segretario provinciale del Pd di Crotone, Leo Barberio.
«Il Tar ha riconosciuto - prosegue Babrerio - quello che noi, come Partito democratico e come Federazione provinciale, denunciamo da anni: si devono rispettare gli accordi del 2019 per tutelare la salute e la dignità dei cittadini che vengono prima degli interessi aziendali o delle scorciatoie politiche».
«È ancor più grave che, proprio in una fase così delicata - incalza Barberio -, venga avviata quando l'ente regionale si ritrovi senza difese politiche. E questo è solo uno degli effetti delle dimissioni del presidente Occhiuto, motivate solo da esigenze di tornaconto personale e da calcoli elettorali che non sono sicuramente piaciute ai suoi alleati di governo (visto anche che il Mase è diretto da un ministro di area Forza Italia, Picchetto Frattin)».
Ora la provincia di Crotone è isolata - sostiene Berberio - in una battaglia che richiederebbe compattezza e coraggio istituzionale
«Chiedo al Governo nazionale e al Mase - entra nel merito Barberio - di fermare immediatamente questo tentativo di eludere la sentenza e di garantire, con atti chiari e trasparenti, che la bonifica venga realizzata nel rispetto delle regole e del diritto dei cittadini a un territorio sano e sicuro. La comunità crotonese non è e non sarà mai una discarica. Su questo non faremo passi indietro: continueremo la nostra battaglia politica, giuridica e civile finché Eni e le istituzioni non daranno risposte serie e definitive», conclude Barberio.