L'arte bianca
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CROTONE Riceviamo e pubblichiamo un intervento dell'ex segretaria cittadina di Crotone e dirigente regionale del Pd Calabria, Annagiulia Caiazza in merito all'emergenza affitti a Crotone lanciata dalla Federazione italiana agenti immobiliari professionali (Fiaip) che definisce «una crisi sociale che richiede risposte politiche immediate».

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L’allarme lanciato nei giorni scorsi dal Collegio interprovinciale Fiaip Catanzaro–Crotone–Vibo Valentia, attraverso l’intervento del segretario interprovinciale Giacinto Folino, ha tolto ogni alibi: a Crotone la casa non è più un problema di pochi, è una crisi cittadina vera. E oggi chi governa non può più far finta di non vederla. 

La difficoltà crescente di reperire abitazioni in locazione stabile non è più una fase congiunturale, ma una criticità strutturale che sta incidendo sulla tenuta sociale, economica e urbana della città. L’emergenza abitativa non è una questione tecnica per addetti ai lavori: è una questione politica centrale, che riguarda la qualità della vita, la stabilità demografica, l’economia urbana e il futuro di Crotone.

Accogliere l’allarme lanciato dal Collegio Fiaip Catanzaro–Crotone–Vibo Valentia significa assumersi una responsabilità chiara: riportare il diritto all’abitare al centro delle politiche pubbliche locali, con strumenti concreti, sostenibili e verificabili.

Oggi la crisi non colpisce soltanto le fasce più fragili. A essere sempre più penalizzati sono anche lavoratori, giovani coppie, famiglie con reddito stabile, che fino a pochi anni fa riuscivano a sostenere un contratto di locazione e che ora si ritrovano progressivamente escluse dal mercato. Troppo “solide” per accedere all’edilizia popolare, ma sempre meno in grado di affrontare i costi e le rigidità del mercato privato.
Questa dinamica sta generando una nuova forma di esclusione urbana, silenziosa ma profonda. 

La vera sfida è restituire a Crotone una prospettiva urbana inclusiva, dove vivere stabilmente non diventi un privilegio per pochi.

Da anni si interviene solo a valle, quando le persone sono già in difficoltà, con contributi e misure tampone. Ma si è scelto di non intervenire a monte, dove il problema nasce davvero: la sfiducia dei proprietari, l’assenza di tutele, l’inerzia sulle locazioni a lungo termine. Questa non è distrazione. È una scelta politica precisa, fatta nel tempo.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: le case ci sono, ma restano chiuse. Le famiglie lavorano, ma non trovano soluzioni. Il centro si svuota, il commercio arretra, la città perde residenzialità e forza sociale. Questa non è una fatalità. È l’effetto diretto di anni di non-decisioni.

Continuare a parlare solo di emergenza sociale, senza costruire strumenti strutturali sulla casa, significa accettare lo svuotamento di Crotone come se fosse un destino inevitabile. 

Se davvero si vuole affrontare il problema, le priorità non sono più rinviabili:

  • Una tutela pubblica vera contro la morosità incolpevole, perché senza una garanzia reale i proprietari continueranno a tenere gli immobili chiusi.
  • Uno sportello comunale unico per la locazione, che smetta di lasciare cittadini e proprietari soli nella giungla di regole, contratti e tutele.
  • Un piano di recupero del patrimonio abitativo inutilizzato, legato all’obbligo di affitto stabile, soprattutto nel centro storico, oggi sempre più svuotato.

Qui si misura la verità della politica locale. Non sulle dichiarazioni, ma sulle scelte scomode. O si decide di riportare le case sul mercato della locazione stabile, oppure si decide, nei fatti, di accompagnare Crotone verso una lenta desertificazione urbana.

Su questo non esistono più posizioni neutre. Chi amministra e chi si candida deve dire chiaramente che tipo di città intende costruire: una città abitata oppure una città chiusa dietro le serrande e le porte sbarrate?
Annagiulia Caiazza

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