Cerchio chiuso sul "buco nero" di Congesi: 7 avvisi di conclusione indagini
L'accusa contesta è quella di falso in atto pubblico per l'iscrizione a bilancio di crediti non veritieri. «Operazioni fraudolente e dolose» secondo il pm Multari
CROTONE «Operazioni fraudolente e dolose» che «formavano o contribuivano a formare falsamente i bilanci di esercizio del Consorzio pubblico per gli anni 2016, 2017, 2018, 2019, 2020, 2021». Sulla base di questa impalcatura accusatoria, la Procura della Repubblica di Crotone, su richiesta del pm Rosaria Multari, ha notificato 7 avvisi di conclusioni delle indagini sui 10 indagati inizialmente (settembre 2024) dall'allora titolare della indagini, Allessandro Rho, per i debiti-voragine del Congesi, il consorzio che gestiva il servizio idrico integrato in 14 comuni del Crotonese compreso il capoluogo.
L'accusa contestata adesso è quella di falso in atto pubblico per l'iscrizione a bilancio di crediti che «non trovano il contenuto delle relazioni dell’organo di gestione dell’ente e dei revisori contabili allegati ai bilanci depositati». Il debito di Congesi verso Sorical, per esempio, avrebbe raggiunto negli anni i 36 milioni di euro quantificati nel 2025, consegnando così una cifra di gran lunga ancora superiore sulle spalle dei soci (i Comuni) rispetto ai 24 milioni circa stimati nel 2023.
Nel mirino degli avvisi notificati dalla Procura sono così finiti l'ex presidente Claudio Liotti (68 anni); i componenti del cda Maria Riccio (34 anni) e Arturo Zizza (63 anni), il direttore amministrativo Michele Liguori (52 anni), gli ex componenti del cda Lucia Bossi (47 anni), Vincenzo Capozza (62 anni) ed Ettore Scutifero (55 anni) responsabile dell’area tecnica e progettazione del medesimo Consorzio.
Il collegio dei difensori è composto dai legali: Tiziano Saporito (Claudio Liotti e Maria Riccio), Paola Russo (Michele Liguori), Domenico Oliva (Lucia Bossi), Antonio Poleo (Vincenzo Capozza), Giuseppe Malena (Ettore Scutifero) e Roberto Previte (Arturo Zizza).
L'inchiesta, condotta dal nucleo di Polizia economico-finanziario della Guardia di finanza di Crotone, a seguito anche di perquisizioni effettuate nella sede del consorzio con il blitz del 13 settembre 2024, contesta agli indagati di aver ricostruito un vero e proprio sistema fraudolento sui bilanci di esercizio, dove sarebbero stati riporti «dati gravemente alterati e non veritieri».
Ad esempio attrevrso l'indicazione reiterata, tra gli altri, nella voce «crediti verso clienti», di crediti inesistenti, «in quanto riferiti a fatture emesse nei confronti di soggetti deceduti o codici fiscali non identificati o inesistenti, o in quanto riferiti a fatture inesitate poiché mai consegnate al cliente finale o, ancora, in quanto riferiti a crediti deteriorati o in fase di deterioramento».
Ad approvare annualmente il bilancio era il Consiglio di amministrazione del Congesi che quindi «consentiva la presentazione (degli stessi, ndr) all’assemblea dei soci dei Comuni consorziati per la definitiva approvazione, occultando la relazione di gestione e nei dati dei bilanci d’esercizio presentati all'assemblea dei soci per la definitiva approvazione, i dati relativi ai crediti inesistenti e ai crediti morosi inseriti in bilancio, nonché applicando, in ragione dei predetti dati alterati e non veritieri, una svalutazione crediti inappropriata e sottostimata pubblicazione».

