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CROTONE La Corte di cassazione ha accolto ieri il ricorso dei difensori di Gianluca Pennisi, 51 anni, avverso la decisione de Tribunale della libertà di Catanzaro che aveva confermato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere applicata nell'ambito dell'inchiesta Cassandra. 

L'inchiesta, che mira a fare luce su una presunta "scalata criminale" per il controllo delle attività commerciali sul lungomare di via Cristoforo Colombo a Crotone, scattò il 10 dicembre 2025 con un blitz della Guardia di finanza che portò all'esecuzione di tre misure cautelari e al sequestro preventivo di beni per oltre un milione di euro tra società, ditte individuali, immobili, rapporti bancari, autoveicoli e motoveicoli. 

In tutto 15 le persone finite iscritte nel registro degli indagati su richiesta della della Procura della Repubblica di Catanzaro - Direzione distrettuale antimafia. I reati contestati nelle misure cautelari sono, a vario titolo, per associazione a delinquere, estorsione e illecita concorrenza.

Oltre a Gianluca Pennisi, fu anche destinatario della misura cautelare in carcere Gaetano Russo, 46 anni; mentre ai domiciliari fu posto Nicola Siniscalchi, 50 anni. Risultano invece indagati a piede libero nella stessa inchiesta perché considerati “prestanome” Albino Borrelli, 34 anni, che avrebbe assunto la titolarità della “Cambusa Srl”, società che inglobava l’omonimo ristorante e i locali Gyn Lab ed Ego Caffè, nonché lo stabilimento balneare “Lido Makai”; e Mariano Romano, cui è intestato il risotorante di sushi denominato “Uramare”.

Per Pennisi, indagato chiave dell'inchiesta, il Tribunale del Riesame di Catanzaro aveva rigettato l’istanza di riesame presentata dai legali Fabrizio Salviati e Sergio Rotundo per la misura cautelare. La Corte di cassazione, invece, lo scorso 29 aprile ha accolto le eccezioni della difesa e ha annullato il provvedimento con rinvio a nuova sezione del Tribunale del riesame per nuovo giudizio. Il riesame su Pennisi era concentrato, sia sui gravi indizi, che sulle esigenze cautelari. Bisognerà quindi attendere le motivazioni della Cassazioni con le eventuali indicazioni cui la nuova sezione del Tdl di Catanzaro dovrà attenersi in sede di rinvio.

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