'Ndrangheta negli appalti di Rfi, processo si sposta da Varese a Catanzaro
L'indagine portò nel 2022 a 15 arresti. Referenti della cosca Nicoscia-Arena di Isola avrebbero effettuato illegalmente attività di manutenzione della rete ferroviaria
MILANO Da Varese a Catanzaro. È il destino di uno dei filoni dell'indagine della Dda di Milano su ipotizzate presunte infiltrazioni della 'ndrangheta nei lavori sulla rete ferroviaria italiana.
L'ipotesi accusatoria - l'indagine portò nel 2022 a 15 arresti - è che gruppo di persone vicine alla cosca Nicoscia-Arena di Isola di Capo Rizzuto (Crotone) avesse effettuato per anni attività di manutenzione della rete ferroviaria usando aziende a loro riconducibili - con sede a Varese, Verona e Crotone - di fatto prive di una struttura aziendale.
Secondo le accuse le società avevano come unico scopo la somministrazione di manodopera alle imprese assegnatarie delle commesse dalla principale stazione appaltante d'Italia, Reti Ferroviarie Italiane spa, parte offesa nell'inchiesta.
Nell'udienza di oggi è stato stabilito dal giudice di Varese che essendo il reato più grave, cioè la bancarotta, consumato a Crotone il fascicolo va nelle mani della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro.

