Konecta, è scontro aperto a Crotone. Confial attacca, l'azienda replica
Dopo il tavolo in Prefettura, il sindacato denuncia: «Negano la vertenza, pronti alla Procura». La società ribatte: «Operiamo nel rispetto delle procedure, sedi già attivate»
CROTONE La vertenza Konecta si infiamma ulteriormente, trasformandosi in un vero e proprio scontro frontale tra la sigla sindacale Confial e la dirigenza aziendale. Dopo il tavolo teso tenutosi in Prefettura a Crotone lo scorso 24 aprile, segnato dall'assenza della società e da dure dichiarazioni del sindacato, oggi arriva la replica ufficiale di Konecta, che rivendica la correttezza del proprio operato ma non placa le polemiche. Al centro della crisi, il futuro di 900 lavoratori in Calabria (siti di Crotone, Rende e Settingiano), una cassa integrazione per 654 dipendenti già attiva e l'imminente scadenza contrattuale per 74 lavoratori del sito crotonese, fissata per il 18 maggio.
L'IRA DI CONFIAL: «SCANDALOSO NEGARE LA VERTENZA»
Al termine dell'incontro dello scorso 24 aprile presso il Palazzo di Governo, Fabio Tomaino, Segretario Provinciale di Confial Crotone, aveva espresso una profonda indignazione per la posizione aziendale appresa durante il tavolo.
«Cosa è successo sul tavolo? È successo che Konecta, in maniera scandalosa, ha messo nero su bianco una dichiarazione che fa veramente capire l’allarme del problema», aveva denunciato Tomaino. «Konecta sostiene che non esiste una vertenza Konecta. Cioè, il 9 aprile è stato certificato uno stato di crisi, sono state messe 654 persone in cassa integrazione e, secondo Konecta, non esiste una vertenza. Questo è il dato veramente più allarmante».

LE ISTITUZIONI REGIONALI: PROMESSE SENZA SPECIFICHE
Al tavolo erano presenti, oltre al Prefetto, l'Assessore Regionale al Lavoro e il Dottor Zito, dirigente degli ammortizzatori di sostegno alle imprese. Le rassicurazioni giunte dalle istituzioni regionali, tuttavia, non avevano soddisfatto il sindacato.
«Nell’interlocuzione c’era l’assessore al lavoro, c’era il dirigente degli ammortizzatori di sostegno alle imprese, il dottor Zito. La proposizione della regione è che si sta lavorando ad una soluzione che interessa sia i 74 lavoratori in scadenza il 18 maggio, sia il progetto complessivo di Konecta. Non ha dato specifiche su questo, che sta lavorando, non ha dato specifiche».
Tomaino aveva precisato i termini della richiesta sindacale: «Rispetto alla richiesta di stabilizzazione degli ex lavoratori al progetto con contratto in scadenza il 18 maggio e la prospettiva, quindi il progetto industriale che mette in sicurezza i 900 lavoratori complessivi, la risposta è stata che si sta lavorando ad una soluzione».

TEMPI DIVERSI: LA MOBILITAZIONE CONTINUA
Nonostante la Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria sia stata sottoscritta il 9 aprile con scadenza al 31 dicembre 2026, termine che Tomaino definisce «tempo utile per ricostruire il rilancio», la priorità immediata resta la salvaguardia dei 74 lavoratori a termine.
«Non possiamo aspettare la soluzione dei 74 lavoratori», ha ribadito con forza il segretario di Confial. «Quindi la mobilitazione continuerà. Ora decideremo in che termini con i lavoratori, perché giustamente le risposte devono arrivare nelle prossime ore».
IL NODO TIM E IL FASCICOLO PER LA PROCURA
Un altro punto sollevato riguarda l'assenza al tavolo di Tim, committente principale. «Konecta non è vincitrice della gara d'appalto. Konecta è il sub-appaltatore che ha concesso Tim. Tim non c'era? No». Tomaino ha comunque riferito di «un impegno a mettere nella discussione, giustamente, anche Tim».
Confial ha annunciato la volontà di portare la vicenda nelle aule di tribunale, preparando un corposo fascicolo sulle presunte irregolarità e disfunzioni nella gestione aziendale, denunciando una grande «superficialità e disorganizzazione».

Tomaino ha denunciato gravi carenze procedurali nella digitalizzazione delle cartelle sanitarie: «Non esisteva una procedura formale che diceva ai lavoratori come digitalizzarle... Questo si è tradotto in delle digitalizzazioni fatte “un po' a cavolo”, perché probabilmente nella cartella di un soggetto c'era l'ecografia di un altro, piuttosto che un tracciato tagliato a fette». Critiche anche sulla gestione del personale: «ferie forzate all'inizio, utilizzo di fondi pubblici per mandare il personale incentivarlo all'esodo».
«Quindi un progetto che nasce con l'ambizione addirittura di sburocratizzare, efficientare la pubblica amministrazione punta ad un incremento occupazionale, invece le persone si sono mandate a casa», ha concluso Tomaino. «Queste cose sono state denunciate il 24 luglio scorso, il 18 agosto presso questa sede. E oggi chi si stupisce che questo progetto sia fallito non fa altro che confermare una complicità a quello che è stato un fallimento annunciato».
LA REPLICA DI KONECTA: "SEDÌ ATTIVATE, ACCORDO SIGLATO IL 9 APRILE"
In risposta alle dure critiche e alla ricostruzione sindacale dell'esito del tavolo prefettizio, Konecta è intervenuta oggi con una nota ufficiale (diffusa dall'ANSA da Catanzaro alle ore 28:00) per precisare la propria posizione e rivendicare la tempestività delle proprie azioni.
L'azienda ritiene opportuno precisare che, «sin dal momento in cui sono emerse criticità connesse al progetto di digitalizzazione delle cartelle clinico-sanitarie della Regione Calabria, l'azienda ha tempestivamente attivato le sedi di confronto previste, sia a livello istituzionale sia a livello sindacale».
Konecta sottolinea di aver «sottoscritto in data 9 aprile 2026 un accordo in sede ministeriale per la gestione di tali difficoltà». L'azienda afferma di aver «pertanto sempre operato nel rispetto delle procedure applicabili, assicurando il coinvolgimento delle parti formalmente legitTimate a confrontarsi con l'azienda».

LA MOTIVAZIONE SULL'ASSENZA A CROTONE IL 24 APRILE
Riferendosi specificamente all'incontro convocato lo scorso 24 aprile presso la Prefettura di Crotone, Konecta fornisce la propria versione sull'assenza, spiegando di aver «comunicato alla Prefettura, il giorno precedente, la propria disponibilità a partecipare al confronto».
L'azienda precisa tuttavia che tale disponibilità era condizionata: «a condizione che fossero convocati e presenti al tavolo i soli soggetti sindacali e istituzionali formalmente competenti e necessari alla trattazione della vicenda». La società ribadisce infine la propria «disponibilità a proseguire il dialogo nelle sedi istituzionali e sindacali accreditate».



