Cannizzaro rinnega i vannacciani, ma Voce ne ha bisogno in maggioranza
Lo scontro nel centrodestra dopo la nascita di Futuro Nazionale agita l’amministrazione di Crotone. Tra vendette interne e tensioni regionali, il sindaco difende gli equilibri
CROTONE Potrebbe essere scambiato per una barzelletta il ragionamento del sindaco di Crotone, Vincenzo Voce, sulla sua appartenenza civica. Una barzelletta perché il primo cittadino è stato sostenuto anche da una lista con il simbolo di Fratelli d’Italia, un’altra con quello di partiti associati con tanto di simbolo (Forza Italia, Libertà è democrazia e Noi moderati) e di recente si è anche costituito il gruppo consiliare della Lega.
Gli elettori dei partiti che hanno sostenuto Voce hanno espresso un voto di appartenenza per cui il sindaco non può più continuare a sostenere di essere «un civico». Senza i voti di quei partiti Voce probabilmente avrebbe rischiato anche di non essere eletto al primo turno e i partiti quasi sicuramente avrebbero avuto percentuali più elevate di consensi.
Il compromesso politico e lo scontro sui vannacciani
I partiti del centrodestra hanno pagato il dazio di entrare in una coalizione che, originariamente, li vedeva da un’altra parte. L’inciucio potrebbe essersi consumato per una questione di potere. La chiave di lettura politica non lascia intravvedere altre prospettive. C’è, comunque, da chiarire che non è stato Voce a sentire l’esigenza di porre la questione dell’appartenenza.
Lui è stato coinvolto proprio in uno scontro che si sta consumando nel centrodestra da quando il generale Roberto Vannacci ha deciso di lasciare la Lega per fondare il movimento, Futuro nazionale. Questo movimento è arrivato nel consiglio comunale di Crotone per l’adesione di due consiglieri di maggioranza: Saverio Flotta, eletto nella lista di Fdi, e Vincenzo Familiari, eletto nella lista Crescere che fa riferimento a Voce.
Le sgarbi interni e le tensioni nella maggioranza
L’adesione di questi due consiglieri a Futuro nazionale nasce anche per creare qualche problema a Fdi. Flotta aveva l’esigenza di vendicarsi per il comportamento assunto nei suoi confronti dai dirigenti del partito che lo aveva candidato. È risultato tra i più votati tra gli eletti, ma non gli è stato consentito di potere dire la sua al moment della scelta delle due rappresentanti da indicare nella Giunta di Voce.
Familiari, invece, ha subito un affronto politico alla Provincia, dove era stato indicato dal sindaco per ricoprire il ruolo di vicepresidente. Contro questo progetto si è posizionato Fdi che ha sostenuto con successo Saverio Punelli, consigliere comunale di Crucoli. La nascita del gruppo di Futuro nazionale a Crotone è stata subito avversata dal presidente della giunta regionale calabrese, Roberto Occhiuto, che non vuole tra gli alleati gli amici di Vannacci.
Il caso Reggio Calabria riaccende la polemica
La polemica iniziale è, poi, rientrata con i chiarimenti di Voce. Il sindaco in sostanza ha dato garanzie che i due vannacciani crotonesi hanno un carattere mite e non mettono in discussione l’apparato dei partiti uscito dalle urne. A riaccendere le polemiche sono state le prese di posizioni del neosindaco di Reggio Calabria, Francesco Cannizzaro, sui rapporti da mantenere con i vannacciani.
Cannizzaro sta avendo problemi a Reggio Calabria dove si voterà il 27 e 28 settembre prossimi (elezione suppletiva) per eleggere il suo sostituto al parlamento nazionale. Nella città dello Stretto il movimento di Vannacci ha candidato Domenico Giannetta, ex Fi. Lì lo scontro politico all’interno del centrodestra sta vivendo situazioni terribili che hanno ripercussioni in tutta la Calabria. Anche a Crotone, quindi.
Equilibri precari e le revoche a Lamezia Terme
È ripartita così quella polemica che Voce era riuscito a sedare sul nascere. In questa situazione ha scelto di raccontare la sua posizione civica. Alleato con tutti quelli che sono amici e non creano problemi. I Vannacciani nostrani, quindi, fanno parte della maggioranza di centrodestra del sindaco civico e sino a quando non creeranno problemi saranno ben accolti. Non si possono perdere già due rappresentanti della maggioranza a poco più di due mesi dalle elezioni. Il cammino è lungo e Voce lo sa che è anche irto di difficoltà e trabocchetti.
Intanto a Lamezia Terme, il sindaco Mario Murone ha revocato l’incarico di assessore a Donatella Amicarelli che era entrata in giunta lo scorso marzo e poi è approdata di recente a Futuro nazionale del generale Roberto Vannacci. Il decreto porta la firma di oggi (26 agosto) e sancisce la cessazione immediata dalla carica e quindi la contestuale revoca di tutte le deleghe affidatele.


