Stadio "Ezio Scida" di Crotone al palo: i fondi regionali vanno altrove
La struttura resta scoperta e incompiuta dopo i vincoli della Soprintendenza, mentre Catanzaro e Cosenza aprono i cantieri grazie ai finanziamenti della Regione
CROTONE A guardare dall'esterno lo stadio Ezio Scida sembra di osservare una struttura “naif” così com'è, composta da più settori disuguali: gradinate della Curva nord (adibita per la tifoseria ospite) realizzata in cemento e carpenteria metallica; gradinate curva Sud con strutture modulari metalliche; gradoni nel settore Distinti in cemento; gradinate della tribuna centrale in carpenteria metallica e con una copertura che attualmente in altezza è distante dal gradino più alto all'incirca venti metri e che quindi non offre nessuna protezione per chi l’occupa quando piove.
Una situazione, quest’ultima, che si è determinata quando nel corso della precedente stagione è stata smantellata la parte amovibile realizzata in occasione della promozione in serie A (2015/2016). Rimozione avvenuta su indicazione dalla Soprintendenza per permettere di procedere con i lavori dell’Antica Kroton.
Al termine del precedente campionato e a elezioni amministrative avvenute, abbiamo intervistato il confermato sindaco Vincenzo Voce a proposito del rifacimento della copertura della tribuna e ci ha dichiarato che la Regione avrebbe finanziato i lavori. Ancora nulla è dato sapere a proposito del rifacimento della copertura.
Cosa diversa di quanto sta avvenendo allo stadio Nicola Ceravolo di Catanzaro e al San Vito Marulla di Cosenza dove i lavori per la ristrutturazione dei due stadi finanziati dalla Regione sono stati avviati.


