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CROTONE Torna a infiammarsi la battaglia sulla riscossione dei crediti idrici a Crotone. L’Adoc , per il tramite del suo presidente, l’avvocato Paola Bellomo , ha lanciato un duro atto di diffida e un'istanza di autotutela collettiva indirizzata a Congesi Scarl (in liquidazione) e, per conoscenza, alla società di riscossione Soget S.p.a.. Al centro della contestazione, l’illegittimità delle procedure coatte per crediti che l'associazione ritiene ampiamente prescritti in base alla legge sulla prescrizione biennale. 

Nel documento firmato dal presidente dell'associazione dei consumatori , la posizione rivolta agli amministratori della società è netta e priva di fioriture diplomatiche: «L'attuale fase di liquidazione non può e non deve rappresentare un "paravento" per sanare le gravi irregolarità perpetrate da Congesi negli anni passati»

Secondo quanto denunciato dal legale, le richieste di confronto e i tentativi di mediazione avviati in passato sono rimasti lettera morta. «Già prima dell'apertura della liquidazione, la sottoscritta ha ripetutamente richiesto l'attivazione di tavoli tecnici, inoltrato plurime istanze di autotutela e sollevato il caso tramite numerosi comunicati stampa» , spiega l'avvocato Bellomo , sottolineando come tali solleciti siano stati «sistematicamente e colpevolmente ignorati dagli organi gestori del Consorzio»

L'attacco si face ancora più duro quando si analizza l'atteggiamento della società idrica nei confronti della cittadinanza. Secondo Adoc , infatti, «Congesi ha scientemente deciso di perpetrare azioni illegittime, incurante dei ricorsi pendenti e delle eccezioni di prescrizione regolarmente sollevate dagli utenti». Un modus operandi che, viene ricordato nell'atto, ricalca la fattispecie di "pratica commerciale scorretta" già condannata dalla giustizia amministrativa (Tar Lazio, sentenza n. 13185/2025) per quei gestori che proseguono con minacce di fermi o distacchi ignorando i diritti degli utenti. 

Il rischio, adesso, è che la prosecuzione di queste azioni attraverso la Soget finisca per gravare ulteriormente sulle tasche pubbliche a causa di possibili condanne per lite temeraria ex art. 96 c.p.c.. L'istanza si chiude quindi con un ultimatum perentorio: «Si rinnova pertanto l'invito alla sospensione immediata dei fermi amministrativi e alla convocazione del tavolo tecnico richiesto, onde procedere allo stralcio delle somme prescritte». La palla passa ora interamente all'organo liquidatore. 

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