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CROTONE Due attori protagonisti e il resto solo comparse. Lo scenario che emerge dal congresso regionale di Forza Italia, tenutosi ieri a Lamezia Terme, è chiaro: il partito è nelle mani di Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria, e Francesco Cannizzaro, parlamentare e candidato a sindaco di Reggio Calabria.

Sono loro due i padroni calabresi del partito fondato da Silvio Berlusconi. Gli altri sono solo comparse e nello scenario conta poco anche quel Gianluca Gallo, assessore regionale all’Agricoltura, che ha dimostrato di essere una macchina da guerra dei consensi elettorali. Se conta poco Gallo quanto contano i rappresentanti di Crotone, guidati dal consigliere regionale Sergio Ferrari? 

Il loro ruolo in questo partito disegnato da Occhiuto e Cannizzaro sembra davvero irrilevante. Cannizzaro è stato riconfermato segretario regionale e Occhiuto è stato indicato come un modello di amministratore da esportare a livello nazionale. A benedire questo partito a gestione bifronte sono scesi a Lamezia Terme il segretario nazionale Antonio Tajani e Stefania Craxi.

Non potevano fare altrimenti considerato che in Calabria il partito che conquista più consensi nel centrodestra è proprio FI. Ecco perché i livelli nazionali azzurri pensano di esportare il partito calabrese in Italia. Un progetto sicuramente condiviso da Occhiuto, che pensa ad un ruolo nazionale anche se dal palco di Lamezia nega questa prospettiva. Dice che deve dedicare i prossimi cinque anni alla Calabria, che lo ha rieletto alla guida della Regione.

Forse, in questo caso, mente sapendo di mentire. Da più parti si racconta che Occhiuto pensa alla gestione del partito nazionale e non disdegnerebbe di ricoprire un ruolo amministrativo nella gestione della nazione. Non un semplice ministro. Qualcosa di più. Intanto in Calabria è stato incoronato re e il potere politico lo gestisce in comproprietà con Francesco Cannizzaro, che è stato acclamato alla guida del partito calabrese. 

Anche Cannizzaro ha le sue legittime aspirazioni. In prima battuta si è candidato a diventare il sindaco di Reggio Calabria, dove si vota il 24 e il 25 maggio prossimi. Il suo sguardo, poi, lo sta già puntando sulla Calabria, che potrebbe prendersi quando Occhiuto farà il salto in alto verso Roma. Ordinaria programmazione della politica. I progetti si fanno e si disfano. Quando si ha il vento in poppa si fanno.

In questo momento il vento è in poppa. Quando qualcosa crolla si disfano. Quello attuale non è il tempo dei crolli. Il ruolo di Crotone, quindi, è marginale. Lo sguardo rivolto a questo territorio è legato solo alla necessità di garantirsi i voti per fare i salti in alto. Lo dicono i dati e i risultati conseguiti dai rappresentanti politici del territorio. 

Sino ad oggi il salto in altro consentito ai rappresentanti di Crotone non va al di là di Catanzaro. Pesa anche la scarsa rappresentatività della classe politica locale che dà l’idea di essere una compagnia di questuanti che si accontentano di raggiungere obiettivi con l’asticella al minimo livello.

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