L'arte bianca
L'arte bianca
affidato
affidato

In occasione della Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo, il dibattito pubblico torna ad accendersi anche sul territorio della provincia di Crotone. Tuttavia, accanto alle iniziative simboliche, si fa sempre più evidente la necessità di spostare l’attenzione su ciò che accade concretamente nella vita quotidiana delle famiglie.
A richiamare con forza questo passaggio è il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani, per il tramite del suo presidente, Romano Pesavento, che ha posto al centro del dibattito la necessità di una lettura scientificamente fondata e territorialmente situata del fenomeno. L’attenzione evidenziata dal prof. Pesavento si inserisce in una linea di continuità con l’impegno del CNDDU nel promuovere una cultura dei diritti che non si limiti alla dimensione dichiarativa, ma si traduca in pratiche verificabili e sostenibili.
In questo quadro si inserisce il contributo della prof.ssa Eloisa Tesoriere, assessore all’Istruzione del Comune di Mesoraca, che sulla propria pagina Facebook ha descritto con immediatezza una realtà spesso sottorappresentata: quella di famiglie che vivono una condizione di crescente complessità e, non di rado, di isolamento. Il riferimento alla solitudine, alla riduzione delle reti relazionali e al carico gestionale quotidiano si inserisce in un ambito ben noto alla letteratura psico-sociale, che identifica nel “caregiver burden” un elemento strutturale nei contesti in cui i servizi non risultano pienamente integrati.
L’analisi del territorio crotonese conferma la necessità di evitare semplificazioni. Esiste un presidio sanitario rilevante, rappresentato dal servizio di Neuropsichiatria Infantile presso l’ospedaleSan Giovanni di Dio” di Crotone, che svolge funzioni essenziali di diagnosi e presa in carico dei disturbi del neurosviluppo. Allo stesso tempo, i documenti di programmazione regionale evidenziano come la rete della neuropsichiatria infantile in Calabria presenti ancora criticità strutturali, con una capacità di risposta non sempre adeguata rispetto alla domanda crescente.
Un indicatore significativo è rappresentato dalla mobilità sanitaria, che continua a interessare numerose famiglie costrette a rivolgersi a strutture fuori regione per accedere a percorsi diagnostici e terapeutici più completi. Si tratta di un elemento che non segnala un’assenza totale di servizi, ma piuttosto una loro parziale adeguatezza, che richiede interventi mirati di rafforzamento e una maggiore integrazione tra sanità, scuola e servizi sociali.
È proprio su questo punto che si concentra l’attenzione del prof. Romano Pesavento, che sottolinea come il rischio principale sia quello di una distanza crescente tra la dimensione simbolica della sensibilizzazione e la realtà operativa dei territori. In ambito sociologico, questa dinamica viene definita “compensazione simbolica”: una forma di visibilità pubblica che, pur importante, non può sostituire interventi strutturali capaci di incidere sulle condizioni concrete.
Nel Crotonese, come in altri contesti con fragilità socio-economiche e infrastrutturali, la questione non riguarda soltanto la presenza dei servizi, ma la loro effettiva accessibilità, la tempestività delle risposte e la continuità della presa in carico. È su questi elementi che si gioca la reale qualità dell’inclusione.
Il CNDDU, attraverso la voce del suo presidente, ribadisce dunque la necessità di ricondurre il tema dell’autismo all’interno del paradigma dei diritti esigibili. Ciò implica un rafforzamento della rete territoriale, un investimento nella neuropsichiatria infantile e un sostegno concreto e continuativo alle famiglie, oltre a una formazione adeguata per il personale educativo e sanitario.
In questa prospettiva, la consapevolezza non può esaurirsi in una ricorrenza annuale, ma deve configurarsi come un processo continuo, capace di tradurre i principi in pratiche. È proprio questa l’attenzione posta dal prof. Pesavento: evitare che il tema dell’autismo venga confinato nella dimensione dell’eccezionalità, per restituirlo invece a quella della piena cittadinanza.
Perché, al di là delle luci e delle iniziative simboliche, è nella quotidianità dei territori – anche in realtà complesse come quella crotonese – che si misura la reale capacità di una comunità di garantire diritti, inclusione e dignità.

Stazione marittima al porto di Crotone: avviata la Conferenza dei servizi
Secondo "sì" del consiglio al Piano strutturale comunale di Crotone