L'arte bianca
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affidato
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CROTONE Il Comitato di quartiere Tufolo Farina rende noto di aver «formalmente protocollato una diffida ad adempiere nei confronti del sindaco del Comune di Crotone, Vincenzo Voce, per la mancata esecuzione dell’ordinanza di rimozione dell’amianto presente nell’area degli ex Mercati generali».

«Parliamo di un provvedimento emesso nel 2020 – ricorda il presidente del comitato, Gaetano Alfonsino –, confermato definitivamente dal Tar e dal Consiglio di Stato, e ulteriormente rafforzato da una condanna penale definitiva del soggetto obbligato nel 2025. Nonostante ciò, nel 2026 l’amianto è ancora lì, esposto agli agenti atmosferici e a ridosso di abitazioni, scuole e impianti sportivi».

È necessario chiarirlo con forza, la fase dei monitoraggi è ampiamente superata e la legge impone l’intervento immediato in danno, non ulteriori rinvii.

«Il sindaco, quale autorità sanitaria locale – sottolinea Gaetano a nome del Comitato –, ha il dovere giuridico, non una facoltà, di intervenire ai sensi degli articoli 50 e 54 del Tuel e dell’articolo 192 del Testo unico ambientale, procedendo alla bonifica d’ufficio e alla messa in sicurezza dell’area».

Il Comitato, per come annunciato nell’atto notificato a mezzo Pec, attenderà 15 giorni, come previsto dalla normativa, per ricevere: il cronoprogramma degli interventi; il nominativo del responsabile del procedimento; gli atti amministrativi adottati o in corso di adozione.

«Decorso inutilmente tale termine – annuncia la missiva –, verrà formalmente richiesto al prefetto di Crotone, di cui la missiva è stata inviata per opportuna conoscenza, l’intervento diretto con potere sostitutivo, ai sensi dell’articolo 120, comma 2, della Costituzione, affinché lo Stato garantisca ciò che l’amministrazione locale non ha ancora garantito: la tutela della salute pubblica».

«La salute dei cittadini – conclude la nota – non è negoziabile e non può essere sacrificata sull’altare dell’inerzia amministrativa, e poiché non sono solo le scuole coinvolte ma tutti i cittadini, non è più tempo di monitorare. Bisogna agire».


 

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