L'arte bianca
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affidato
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CROTONE Non sarà Umberto Lorecchio, sindaco di Pallagorio, il candidato a presidente della Provincia di Crotone. Secondo quanto riferito il consigliere regionale Sergio Ferrari ha dovuto fare dietrofront e rimangiarsi l’accordo realizzato ieri con il sindaco di Pallagorio.

A spingere contro questo accordo sarebbero stati i rappresentanti della maggioranza che sostiene il sindaco Vincenzo Voce al Comune di Crotone. Oggi la spaccatura, ormai del tutto insanabile, si sarebbe consumata nel corso di due distinte riunioni.

La prima riunione si è tenuta in mattinata presso il palazzo della Provincia. A questo primo incontro erano presenti i consiglieri di maggioranza al Comune, forse anche il sindaco Voce, e Ferrari. Si sarebbe trattato di una riunione vivace, considerato che il volume della voce ha oltrepassato i muri. Questo almeno è stato riferito.

Il secondo incontro si sarebbe tenuto presso la sede provinciale di Forza Italia. A questo secondo incontro c’erano sicuramente Lorecchio e Ferrari. Secondo quanto è dato sapere Ferrari avrebbe riferito a Lorecchio che la sua candidatura a presidente della Provincia di Crotone non aveva trovato condivisione per cui non poteva essere formalizzata all’interno della coalizione.

La notizia del dietrofront ha fatto immediatamente il giro della città creando sconcerto soprattutto nell’area di Noi moderati, che si riconosce nella leadership di Sergio Torromino. Le indiscrezioni parlano di una reazione vivace da parte del vice coordinatore regionale di Noi moderati che, in prima battuta, avrebbe esternato disagio per i metodi adottati.

C’è anche chi ipotizza che questa rottura dei rapporti potrebbe avere serie conseguenze sulla compattezza della coalizione alle elezioni comunali di Crotone, ma anche per quelle provinciali. Si ritorna a sussurrare l’ipotesi di una candidatura a sindaco di Torromino in contrapposizione a Voce.

Questa parte di Noi moderati ci tiene a dire che non sono stati loro a mettere in discussione la compattezza della coalizione, ma chi, per cultura, pratica la politica delle divisioni e delle emarginazioni. C’è la convinzione che la rottura dei rapporti sia stata cercata e voluta perché Voce e i suoi alleati non vogliono accordi elettorali con Giuseppe Fiorino e Leo Pedace, esponenti di spicco dell’area Torromino di Noi moderati. Ancora una volta la politica non si smentisce: sino a quando non vengono presentate le liste non si può parlare di accordi definitivi.

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