No alla commemorazione del naufragio, Ferro: «Dirigente ci ripensi»
È l'invito rivolto dal sottosegretario all'Interno al ds del "Barlacchi-Lucifero" di Crotone che ha detto no all'iniziativa di Cgil per «mancanza di contraddittorio»
ROMA «La tragedia di Cutro ha segnato in modo profondo l'Italia intera e, in maniera ancora più intensa, la comunità calabrese. Nessuno può dimenticare il dramma dei corpi restituiti dal mare in tempesta, la morte di tanti bambini, la fatica e lo strazio dei soccorritori, dei pescatori, delle forze dell'ordine, l'emozione e la rabbia davanti alle decine di bare senza nome allineate nel palasport di Crotone».
Lo afferma la sottosegretaria all'Interno Wanda Ferro (Fdi), auspicando un ripensamento del dirigente della scuola di Crotone che ha negato l'autorizzazione allo svolgimento di una iniziativa della Cgil per ricordare le vittime.
«Un dolore - prosegue - che non potrà mai essere di una sola parte, che è già memoria collettiva e deve essere ricordato soprattutto ai più giovani con spirito di verità, rispetto e responsabilità. Senza strumentalizzazioni, senza letture divisive. Anche per riconoscere con orgoglio la grande prova di solidarietà che l'intera comunità crotonese ha dato in quelle ore, nei giorni e nelle settimane successive».
«Il governo - afferma Ferro - non è e non deve essere percepito come controparte in questa vicenda. Né ha qualcosa da nascondere o di cui aver paura. Ha operato e continua a operare con determinazione senso di responsabilità per contrastare il traffico criminale di esseri umani, che rappresenta la vera causa, non dimentichiamolo, delle tragedie che si consumano nel Mediterraneo».
«In questo spirito - afferma la sottosegretaria all'Interno - confido che il dirigente scolastico dell'istituto di Crotone possa rivalutare la decisione di non autorizzare l'iniziativa promossa dalla Cgil per commemorare la strage di Cutro. Sono certa che il sindacato saprà mantenere un approccio rispettoso e non propagandistico, come è doveroso davanti a degli studenti, e che lo stesso dirigente potrà garantire condizioni di equilibrio e correttezza del confronto».
«Ricordare Cutro - conclude Wanda Ferro - deve essere un momento di memoria condivisa, soprattutto nel segno del rispetto delle vittime, dei loro familiari, e di chi si è trovato, nei diversi ruoli, a vivere quel dramma».

