L'arte bianca
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CROTONE «Inorriditi e profondamente sconvolti dalla logica che sembra celarsi dietro simili decisioni». Così Manuelita Scigliano, rappresentante della Rete 26 febbraio, commenta la decisione del dirigente scolastico del Barlacchi-Lucifero di Crotone, di vietare nella sua scuola una manifestazione in ricordo del naufragio di Cutro.

Per Scigliano, presidente di Sabir, ente del terzo settore che è stato in prima fila nell'accoglienza dei superstiti e dei familiari delle vittime del naufragio, «il recepimento della direttiva Valditara sul contraddittorio a scuola non può e non deve sfociare nel ridicolo. Sfugge - prosegue - la necessità di un “contraddittorio” di fronte a una tragedia come quella di Cutro. Di quale contraddittorio stiamo parlando? Quale potrebbe essere il posto di un contraddittorio in una vicenda dove da un lato siede l'umanità, il rispetto per la vita, la pietà per chi non c'è più? Chi, esattamente, dovrebbe sedere dall'altro lato? Dobbiamo forse prepararci a un futuro in cui, durante un Giorno della Memoria, si pretenderà di far sedere a pari diritti neonazisti e neofascisti accanto a chi ricorda le vittime dell'Olocausto? Rattrista e preoccupa profondamente che simili posizioni provengano proprio da un'istituzione che dovrebbe essere luogo di formazione».

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Secondo Filippo Sestito, presidente di Arci Crotone, «quello che è successo non è un problema del singolo preside, è il frutto di un'idea della scuola e della società voluta dalle forze conservatrici, una scuola dove i ragazzi non contano, dove non possono decidere cosa entra e cosa resta fuori, e dove la memoria e la coscienza critica diventano opzionali».

Sestito parla di «visione autoritaria che è legittimata da governi e rappresentanti politici che avallano riforme e leggi che tolgono voce alle nuove generazioni. Se vogliamo scuole e comunità davvero democratiche, dobbiamo smettere di accettare queste imposizioni, occorre partecipare, decidere e scegliere con attenzione chi fa le leggi, chi governa e chi firma il destino dei nostri spazi educativi e civili».

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«La memoria del naufragio non è tema sul quale ci si possa dividere» commenta l'avvocato Francesco Verri, che rappresenta i familiari delle vittime al processo in corso sui ritardi nei soccorsi. «Credo che ci sia stato un fraintendimento - dice Verri -: non mi pare si trattasse di un convegno in cui discutere del processo (anzi, dei processi) per il naufragio di Cutro in cui in effetti ci sono posizioni inevitabilmente contrapposte fra accusa e difesa. L'incontro intendeva ricordare 94 persone morte tragicamente davanti alle cui salme si è raccolto in preghiera anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella che rappresenta tutti. Delle responsabilità, giustamente, si parla nelle aule di giustizia e non in quelle scolastiche. Confido che l'equivoco possa chiarirsi perché la memoria del naufragio non è tema sul quale ci si possa dividere».

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«Siamo ormai al grottesco: negare un'iniziativa a scuola in ricordo del naufragio di Cutro come ha deciso un dirigente scolastico di Crotone perché manca il contraddittorio è davvero incredibile». Lo scrive su X Nicola Fratoianni di Avs. «Forse - prosegue - dovevano invitare uno scafista o un torturatore libico? Oppure quando in qualche scuola si vorrà affrontare il dramma degli stupri e dei femminicidi, d'ora in poi sarà obbligatorio forse invitare un assassino o uno stupratore? Sono gli effetti delle ridicole assurdità di Valditara, che devono essere al più presto superate. Su questa vicenda incredibile è necessario che il ministero intervenga, Avs presenterà un'interrogazione in Parlamento».

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«Ha creato un notevole stupore, per non dire sconcerto, il fatto che il professor Girolamo Arcuri, dirigente scolastico dell'istituto polo tecnico professionale "A.M. Barlacchi - A. Lucifero" di Crotone, ha negato lo svolgimento di un'iniziativa per ricordare il naufragio avvenuto a Cutro il 26 febbraio 2023 con la motivazione che vi sarebbe la mancanza di contraddittorio. Non si capisce infatti che contraddittorio ci dovrebbe essere di fronte alla morte accertata di 94 persone, a decine di dispersi anch'essi morti con ogni evidenza, al fatto che non è stato garantito un soccorso adeguato alla gravità della situazione. Forse un confronto fra chi è favorevole e chi si oppone a politiche che portano alla morte di esseri umani».

A dirlo per la Cub Scuola Università Ricerca è il coordinatore nazionale Cosimo Scarinzi che aggiunge: «È necessario non ridurre la vicenda ad un arbitrio di un singolo dirigente scolastico, dietro la sua scelta vi è quella ben più grave ed influente del ministero dell'Istruzione e del merito e, di conseguenza, del Governo. Infatti il 7 novembre 2025 il Mim pubblica la nota 5836 “Manifestazioni ed eventi pubblici all'interno delle istituzioni scolastiche”, nella quale viene ribadita l'importanza che tali eventi, incentrati su tematiche di ampia rilevanza politica o sociale, siano organizzati garantendo la presenza di ospiti ed esperti di comprovata competenza e autorevolezza. Nello specifico, si raccomanda la presenza di ospiti ed esperti di comprovata competenza per favorire un confronto sereno tra posizioni diverse e permettere agli studenti di formare un pensiero critico autonomo e non semplicistico. In apparenza un richiesta ragionevolissima, la difesa di un dialogo costruttivo, del pluralismo, della libertà di opinione».

«Abbandoniamo però - prosegue la nota di Cub - la propaganda ministeriale e stiamo alla realtà effettuale. Sin da quando è uscita la nota ci si è domandati se, trattando della violenza contro le donne, fosse necessaria la testimonianza di stupratori e, trattando dei campi di sterminio, quella di nazisti antisemiti. Certo, in alcuni casi, sembravano ipotesi surreali. Scopriamo invece che la realtà eguaglia, posto che non superi, la fantasia. Al “A.M. Barlacchi - A. Lucifero” di Crotone non si può discutere del naufragio di Cutro e ovunque vi sarà un dirigente scolastico realista quanto il Re, se non più di lui, la libertà di insegnamento, il potere di decisione del Collegio Docenti saranno a repentaglio», sottolinea il dirigente sindacale. «Di fronte a derive di questa fatta - scrive la Cub Scuola Università Ricerca – si ritiene necessario che i collegi, docenti, le assemblee Ata, le rappresentanze sindacali unitarie di istituto, le assemblee del personale, gli studenti e le famiglie si mobilitino unitariamente per la difesa della libertà della e nella scuola pubblica e si impegna a sostenere ogni azione che vada in questa direzione».

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