Cirò Marina, l'ora della giustizia per i "pistoleros" nel Far West del 2022
Condanna definitiva per la sparatoria di Ferragosto, i Carabinieri chiudono il cerchio: arrestato un 47enne. Altri due complici si sono consegnati a Cosenza e Prato
CIRÒ MARINA Si chiude una delle pagine più buie e violente della storia recente di Cirò Marina con il far west di ferragosto del 2022. Nel primo pomeriggio di lunedì scorso (27 aprile), i Carabinieri della Compagnia locale hanno apposto il sigillo finale a un’indagine che ha segnato profondamente il territorio, portando dietro le sbarre i responsabili della folle escalation di fuoco di quella estate.
L’esecuzione delle condanne
L’operazione, scattata su ordine dell’ufficio Esecuzioni penali della Procura di Crotone, ha visto finire in carcere Salvatore Dell'Aquila (49enne). L'uomo, residente a Cirò Marina, dovrà espiare una pena residua di oltre quattro anni e sei mesi di reclusione. Le accuse sono pesanti: porto abusivo di armi in concorso, con l'aggravante del metodo mafioso.
Parallelamente, la pressione degli inquirenti ha indotto gli altri due destinatari dei provvedimenti a costituirsi: Francesco Dell'Aquila (54enne) si è presentato presso la Casa Circondariale di Cosenza (pena di circa due anni); mentre Denis Cornicello (24enne) si è consegnato al carcere di Prato (pena di circa quattro anni e mezzo).
Quel Ferragosto di terrore
L'attività odierna mette la parola "fine" su quei drammatici fatti dell'agosto 2022. Quello che doveva essere un periodo di festa si trasformò in una vera e propria guerriglia urbana. Le strade del centro furono teatro di raid spietati: raffiche di 9 millimetri Luger e scariche di pallettoni calibro 12 esplose contro facciate di abitazioni e veicoli parcheggiati.
Non si trattò di semplici vandalismi, ma di una plateale esibizione di forza militare. Nonostante la miccia fosse stata accesa da banali liti personali, la risposta fu condotta con la ferocia e le modalità tipiche delle consorterie mafiose, seminando il panico tra cittadini e turisti.
La vicenda nata da una lite per un parcheggio
Nel mirino un imprenditore del luogo e il figlio contro le cui autovetture prima e le facciate delle rispettive abitazioni poi esplosero numerosi colpi di arma da fuoco con raffiche di proiettili calibro 9 Luger e pesanti scariche di pallettoni calibro 12.
Per quella vicenda, originata da una lite per un parcheggio, nel dicembre 2023 furono condannate dal Tribunale di Crotone sei persone con le accuse di detenzione abusiva e porto illegale in luogo pubblico di armi clandestine e comuni da sparo, ricettazione, danneggiamento aggravato, minacce mediante l'utilizzo di spranghe, fucili e pistole. Sentenza che, dopo la pronuncia della Cassazione, è ora diventata definitiva.
A tre persone i provvedimenti sono stati notificati in carcere dove si trovavano già ristretti. Salvatore Dell'Aquila, condannato a 7 anni e 4 mesi di reclusione, deve scontare ancora 4 anni e 6 mesi per porto abusivo di armi in concorso, aggravato dal metodo mafioso. Francesco Dell'Aquila, condannato a 7 anni e 2 mesi, e Denis Cornicello, condannato a 4 anni e 6 mesi, devono scontare ancora pene comprese tra due e quattro anni di reclusione.
Il trionfo della legalità
La complessa architettura investigativa, costruita dai Carabinieri del Comando Provinciale di Crotone e coordinata dalla Dda di Catanzaro, ha retto fino all'ultimo grado di giudizio.
"L'arresto di oggi non è solo un atto burocratico, ma il ripristino del senso di sicurezza per una comunità che era stata violata nella sua quotidianità," trapela dagli ambienti investigativi.
Con il trasferimento definitivo dei colpevoli in carcere, Cirò Marina si mette alle spalle il fantasma del "Far West", riappropriandosi di quella legalità che la spregiudicatezza criminale aveva tentato di soffocare sotto il peso del piombo.



