L'arte bianca
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affidato
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CROTONE Il rione Fondo Gesù torna al centro del dibattito cittadino attraverso una presa di posizione del comitato locale, che richiama l'attenzione sulle condizioni dell'area e sul vissuto storico dei suoi abitanti.

CALABRIA VERDE ANTINCENDIO 2026
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Nella nota diffusa, i rappresentanti ricordano il ruolo sociale che lo spazio cittadino ha rivestito negli anni passati: «Questo luogo, per noi, è stato parte della nostra infanzia. Qui giocavamo a pallone, qui si organizzavano tornei di calcio ai quali partecipavano ragazzi provenienti da ogni parte della città e qui intere famiglie si ritrovavano per assistere alle partite». 

Il comitato evoca una memoria collettiva legata alla socialità e allo sport informale, evidenziando come l'area rappresentasse in origine un punto di aggregazione trasversale per la comunità.

Le promesse post-alluvione e lo stato attuale

Nel testo si ripercorre poi la fase successiva all'evento alluvionale che ha interessato la zona, momento in cui si attendeva un intervento risolutivo di riqualificazione urbana

Secondo il comitato, tuttavia, le aspettative sono rimaste disattese: «Dopo l'alluvione, questo spazio avrebbe dovuto rappresentare una nuova opportunità: una zona riqualificata, sicura e attrezzata, dove i bambini potessero continuare a giocare, divertirsi e trascorrere il proprio tempo insieme agli amici e alle proprie famiglie. Invece, nulla di tutto questo è accaduto».

L'analisi prosegue con una descrizione dell'attuale stato dei luoghi, definita con toni critici nei confronti delle istituzioni preposte: «Negli anni, questo luogo è diventato simbolo di degrado e abbandono. Palazzi lasciati marcire, aree completamente dimenticate, scenari che agli occhi di chi arriva da fuori possono sembrare quelli di una zona colpita dalla guerra. Ma questa non è una guerra: è semplicemente la cruda realtà di un quartiere che da troppo tempo aspetta risposte». Il comunicato mette così in luce la distanza tra la pianificazione attesa e la condizione materiale in cui versa il quartiere.

L'autogestione dei bambini e le linee tracciate sull'asfalto

Elemento centrale della denuncia è la recente iniziativa spontanea di alcuni giovanissimi residenti, che si sono attivati in prima persona per rendere fruibile l'area. 

Il comitato commenta la vicenda evidenziando la reazione emotiva e la rilevanza simbolica del gesto: «E oggi ci piange il cuore vedere dei bambini che, con la loro tenera età, hanno deciso di rimboccarsi le maniche, ripulire quello spazio e acquistare persino l'attrezzatura necessaria per provare a realizzare un piccolo campo di calcetto».

L'azione dei piccoli abitanti viene presa come spunto per rimarcare la necessità di interventi pubblici strutturali: «Quei bambini non meritano di essere ultimi. Non meritano di essere lasciati indietro. Non meritano di dover immaginare un campetto e, peggio ancora, di doverlo disegnare con una bomboletta sull'asfalto. Meritano esattamente ciò che meritano tutti gli altri bambini: spazi sicuri, dignitosi, attrezzati e dove poter giocare liberamente». Il testo pone l'accento sulla spinta dal basso dei residenti, contrapposta all'assenza di strutture ludiche adeguate. 

Felice Torromino presidente del Comitato Fondo Gesù

Il tema delle disuguaglianze e la richiesta di parità

Il comunicato allarga poi l'analisi alla dimensione sociologica e cittadina, ponendo l'attenzione sulle differenze di trattamento tra le varie aree urbane: «È proprio davanti a queste immagini che dobbiamo tornare a parlare di disuguaglianze sociali. Perché ancora oggi sembra esserci una differenza troppo grande tra chi cresce nelle zone residenziali e chi cresce nei quartieri popolari. E noi non accettiamo l'idea che possano esistere bambini di Serie A e bambini di Serie B».

In conclusione, il comitato ribadisce la volontà di proseguire la mobilitazione, specificando che le rivendicazioni non riguardano richieste eccezionali ma il rispetto degli standard minimi di vivibilità urbana: «Il Comitato continuerà a battersi affinché questa disuguaglianza venga cancellata. Perché riqualificare un quartiere non significa soltanto sistemare strade e palazzi: significa restituire dignità alle persone, opportunità ai giovani e soprattutto un'infanzia degna di essere vissuta ai nostri bambini. Fondo Gesù non chiede privilegi. Chiede gli stessi diritti, la stessa attenzione e lo stesso rispetto».

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