All’Eni interessa solo risparmiare, la salute dei cittadini viene dopo
Secondo quanto riferito dagli Enti territoriali sulla Conferenza dei servizi al Mase, la società è tornata alla carica per realizzare una discarica di scopo

CROTONE Una storia infinita di Conferenze dei servizi mentre la gente di Crotone continua ad ammalarsi di cancro. L’ultima riunione dei soggetti che hanno titolo ad esprimersi sulla bonifica di Crotone si è tenuta ieri a Roma. È stata una fotocopia delle “sedute” precedenti: come un cane che si morde la coda, girando su se stessa, ha riproposto la realizzazione di una discarica di scopo all’interno dei terreni di sua proprietà.

Portare i veleni fuori dalla Calabria, come prevede il Paur, approvato dalla Regione Calabria il 2 agosto del 2019, e sancito dalla Conferenza dei servizi decisoria del 24 ottobre del 2019, costa una montagna di euro. All’Eni interessa risparmiare perché la salute dei cittadini, nella scala dei valori del colosso energetico, viene dopo i soldi.

Poco importa se, nel tempo, quei veleni “nascosti” sotto terra si comportano come un killer silente che uccide fasce di popolazione inconsapevole senza guardare l’età e il censo. I soldi vengono prima della vita dei cittadini e, quindi, l’Eni ogni volta che si discute di bonifica tira fuori dal suo cilindro magico una motivazione per evitare interventi che costano.

Anche ieri il Comune, la Provincia di Crotone e la Regione Calabria hanno detto no al nuovo tentativo dell’Eni di annullare il percorso deciso nel lontano 2019. C’è, comunque, da rilevare che il sindaco di Crotone, Vincenzo Voce, che ha costruito la sua fortunata carriera politica sulla questione della bonifica, rispetto al passato, ha modificato il linguaggio e l’approccio.

Nel 2019, quando non era sindaco, si è posto contro il progetto Pob fase 2, approvato dalla Conferenza dei servizi decisoria di cui sopra. L’ha bocciata, urlando che non era corretto definirla bonifica, perché si trattava di una messa in sicurezza. La sua idea prevedeva una bonifica radicale e definitiva e, invece, gli enti locali (Regione in primis) avevano svenduto il territorio accordandosi per una messa in sicurezza.

Nella nota diffusa ieri, insieme al presidente della Provincia, la messa in sicurezza è diventata bonifica. Cambiano i tempi, le situazioni e il linguaggio. L’unica questione che rimane sempre tal quale è la posizione dell’Eni che trova sempre il modo di bloccare i processi avviati con grande dispendio di energie e così facendo continua a mantenere attivo il killer che uccide senza guardare in faccia nessuno degli abitanti della provincia di Crotone.

