L'arte bianca
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CROTONE Nella nota diffusa dal sindaco Vincenzo Voce, per sottolineare che l’amministrazione comunale di Crotone non c ‘entra con le indagini riguardanti presunti appalti truccati alla Provincia, c’è anche un messaggio politico rivolto agli alleati del centrodestra.

Il messaggio è contenuto nella parte finale della nota: «Tuttavia, proprio alla luce delle considerazioni sopra esposte e in vista delle prossime elezioni amministrative, si pone l’esigenza di una seria e approfondita riflessione sulle modalità e sulle condizioni con cui presentarsi al giudizio degli elettori, nel rispetto dei principi di responsabilità, trasparenza e credibilità istituzionale».

Il linguaggio usato da Voce è il politichese. Non è proprio chiaro, ma l’interpretazione che potrebbe essere più rispondente al pensiero del sindaco è quella che non è più certa l’alleanza con il centrodestra per le elezioni amministrative del 24 e 25 maggio prossimi. Si presta a questa interpretazione perché ci sono fatti precedenti alla notifica dei 20 avvisi di garanzia che spingono verso questa ipotesi.

L’altro ieri negli ambienti vicini al sindaco si raccontava di una riunione alquanto animata nel corso della quale il sindaco avrebbe detto di essere pronto a rompere ogni tipo di alleanza sino a questo momento perseguita. Secondo quanto è dato sapere il malcontento del sindaco sarebbe riconducibile al risultato deludente conseguito dalla lista Crescere alle elezioni provinciali tenutesi lo scorso 29 marzo (domenica).

Il sindaco avrebbe attribuito le responsabilità dell’insuccesso ai movimenti elettorali messi in campo da Fabio Manica e al “tradimento” di alcuni consiglieri comunali di maggioranza della prima ora. Anche Manica, dopo una prima esperienza vissuta tra i banchi dell’opposizione, era diventato uno dei più fedeli sostenitori di Voce. Spesso Voce e Manica sono stati anche visti in giro per la città insieme, come fanno gli amici.

È ovvio che, come ha scritto Voce nella nota, in questa indagine c’è la totale estraneità del Comune. Tra i due, quindi, negli ultimissimi giorni i rapporti si erano incrinati a causa del voto alla Provincia e Voce stava persino meditando di non fare più l’alleanza. Questo almeno raccontano gli spifferi di palazzo che riescono ad uscire all’area aperta.

Il rapporto non più idilliaco con Manica non è l’unica ricaduta negativa del voto alla Provincia. Oggi si è dimessa la consigliera comunale Floriana Mungari e i bene informati dicono che a pesare in questa scelta sia stata propria la reazione che Voce avrebbe avuto nei suoi confronti per il voto alla Provincia.

Secondo i bene informati insomma Mungari avrebbe sbattuto la porta in faccia al sindaco perché accusata di non avere rispettato gli ordini di scuderia che Voce avrebbe dato a tutti i suoi per il voto alla Provincia. Per una strana combinazione il voto e l’indagine coordinata dal procuratore Domenico Guarascio si intersecano e provocano malumori e forti mal di pancia.

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