Alloggi via Israele, per il perito aree destinate a verde ed emergenza
È il verdetto contenuto nella perizia della docente universitaria nominata dal Tar Calabria per valutare il ricorso presentato dal Comitato Tufolo-Farina contro il Comune di Crotone
CROTONE Una parte consistente dei terreni di via Israele individuati dall’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Vicenzo Voce, per costruire alloggi di edilizia sociale hanno una destinazione urbanistica che «risulta classificata come “Verde di quartiere” e “Area di emergenza - attesa della popolazione”». A certificarlo è un luminare, la professoressa architetto Concetta Fallanca dell’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria, dipartimento di Architettura.
L’accertamento della docente universitaria è stato realizzato nell’ambito di un incarico ricevuto dall’Università di Reggio Calabria su richiesta del Tribunale amministrativo regionale della Calabria, che sta valutando un ricorso presentato dal Comitato Tufolo-Farina contro il Comune di Crotone. L’Università «in qualità di esperto» ha appunto indicato la professoressa Fallanca.
Nella relazione depositata al Tar Fallanca, scrive: «Con il suddetto provvedimento il Collegio ha formulato il seguente quesito: Il dipartimento di Architettura e design dell’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria, e per essa un docente di urbanistica nominato dal direttore del Dipartimento, chiarirà, sulla base degli atti presenti nel fascicolo processuale e quelli che le parti vorranno produrgli, quale destinazione urbanistica abbiano attualmente le aree site nel territorio del Comune di Crotone, meglio individuate in catasto al foglio 15, particella 4062 e 4059».
La questione da chiarire, quindi, riguarda la destinazione d’uso di due particelle (4062 e 4059) individuate al foglio catastale 15. Sono le due particelle scelte dall’amministrazione comunale di Crotone per realizzare gli appartamenti destinati ad inquilini residenti nel quartiere Gesù. Come scrive Fallanca: «L’attività di verificazione è stata svolta attraverso l’analisi della documentazione contenuta nel fascicolo processuale, nonché degli elaborati urbanistici richiamati nel Certificato di destinazione urbanistica rilasciato dal Comune di Crotone – Settore 4 «Governo del territorio e grandi progetti» (Prot. n. 1075098 del 30 ottobre 2025)».
«Dall’esame della documentazione – aggiunge Fallanca – risulta che le particelle catastali n. 4059 e n. 4062 del foglio 15 sono ricomprese negli elaborati del Piano regolatore generale, in particolare nelle tavole P4 – «Usi e modalità di intervento. Più precisamente, le aree sono rappresentate nella Tavola P4 – Foglio n. 17, all’interno della Sezione C – Città consolidata e frazioni». Dai documenti emerge che «la particella 4062 e la prevalente porzione della particella 4059» risultano «appartenenti al «Tessuto consolidato», mentre «la restante porzione della particella 4059 come «Tessuto da consolidare», regolamentato dall’art. 53 delle medesime Nta».
Dopo una serie di disquisizioni tecniche e valutazioni, la relazionante scrive che «la destinazione urbanistica dell’area risulta essere verde di quartiere, configurando una prescrizione conformativa a tempo indeterminato di interesse collettivo». E aggiunge che «dall’esame del Piano comunale di Protezione civile del Comune di Crotone emerge che la particella 4062 del foglio 15 è classificata come Area di Emergenza – Attesa della popolazione, identificata con il codice A65. Le aree di attesa sono definite come spazi destinati alla temporanea raccolta della popolazione in caso di emergenza e vengono individuate: al di fuori delle possibili zone di crollo degli edifici; in posizioni distanti dai fabbricati; in luoghi facilmente raggiungibili a piedi dalla popolazione servita».
Sostanzialmente vengono confermate le motivazioni addotte dal Comitato di quartiere Tufolo–Farina sulle ragioni che impedirebbero la costruzione di fabbricati nell’area scelta dal Comune per la realizzazione degli appartamenti destinati ad edilizia pubblica.
Conferma anche quello che avevano già evidenziato gli ordini degli architetti e degli ingegneri della Provincia di Crotone che il Comitato ricorrente aveva depositato già al Tar Calabria. Sulla base della relazione fatta dalla professoressa Fallanca il Tar Calabria dovrebbe accogliere il ricorso a annullare il procedimento di costruzione delle palazzine in via Israele. Dal canto suo l’amministrazione comunale non si è ancora espressa sulla relazione della professoressa Fallanca.