Il segreto della tradizione: i riti che fanno bene al cervello e al corpo
Riscoprire ricette di famiglia, racconti orali e giochi da tavolo proteggersi dalla pigrizia digitale, stimolando logica, flessibilità e capacità mnemoniche
Chi pensa che la tradizione porti staticità ed immobilismo non ha fatto i conti con alcuni riti tradizionali che oggi, tornando in auge, fanno bene anche al nostro cervello. Nell’era tecnologica, infatti, siamo abituati a delegare ai dispositivi svariate attività che prima dipendevano dallo sforzo cognitivo. Con lo smartphone effettuiamo calcoli complessi e conserviamo i ricordi sotto forma di foto, ma che ne è delle nostre capacità mnemoniche?
Riscoprire alcuni passatempi del passato non è una semplice operazione nostalgica, ma può essere una strategia per riattivare la mente.
Il valore della memoria: dalle ricette della nonna ai racconti orali
Riprodurre una ricetta familiare è un rito che riporta alla memoria non solo il ricordo di una persona cara, ma può avere anche un effetto benefico su mente e corpo. Rinunciando alla precisione della bilancia o del ricettario, è possibile provare a ricordare i passaggi della preparazione e gestire le dosi toccando con mano gli ingredienti. Il movimento dell’impasto, il profumo del soffritto o il rumore degli utensili non solo ci catapultano in un mondo che rievoca la nostra infanzia, ma risvegliano memoria olfattiva e tattile.
Allo stesso modo anche il racconto di una leggenda locale non ha valore solo perché appartiene alla memoria storica di un luogo o di un popolo, ma perché il cervello ricostruisce attivamente la storia per tramandarla. Chi parla deve stimolare la curiosità con la selezione dei termini da adoperare, ma può anche arricchire la narrazione con la propria componente creativa, aggiungendo dettagli o imitando voci.
Calcolo e logica del tavolo da gioco
Logica e flessibilità mentale sono richieste anche in altre pratiche tradizionali che oggi peraltro, anche grazie alle nuove tecnologie, sono più apprezzate che mai. Ci riferiamo ai giochi di carte che anche in rete stimolano la memoria, chiamata spesso a tenere conto delle carte già uscite, e la capacità di calcolo rapido, per valutare i punteggi e le probabilità di vittoria.
Anche giochi da tavolo come Dama e Scacchi, continuano ad essere il passatempo preferito di intere generazioni, apprezzati perché stimolano la logica per la creazione di strategie complesse, ma anche la capacità di prevedere le intenzioni dell’avversario.
Talvolta, dunque, riscoprire e praticare i riti di un tempo non fa bene solo all’anima, ma diventa un toccasana anche per l’attività cognitiva, che si protegge così dalla pigrizia digitale.


