"ChiamaRoma", Comune di Crotone e sindacati diffidano il sindaco Gualtieri
Chiesto al primo cittadino di Roma il ritiro in autotutela, o in subordine la sospensione, della lettera di invito relativa alla gara per l'affidamento del servizio "060606"

CROTONE Il Comune di Crotone, insieme alle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl, Uil e Confial, ha formalmente chiesto al sindaco di Roma Gualtieri il ritiro in autotutela, o in subordine la sospensione, della lettera di invito relativa alla gara per l'affidamento del servizio “ChiamaRoma 060606”.
La nota, indirizzata anche alla Prefettura di Crotone, alla Autorità nazionale anticorruzione e alla Acapo contact è stata sottoscritta, dal sindaco Vincenzo Voce, da Maria Pupa per Cgil, da Salvatore Federico per Cisl, da Giuseppe Palmieri per Uil e da Fabio Tomaino per Confial. Alla sottoscrizione era presente il vicesindaco Sandro Cretella.
Al centro della contestazione vi è una clausola del bando che attribuisce un punteggio premiale significativo alle imprese che dispongano di una sede operativa principale nel Comune o nella provincia di Roma.
Una previsione che, secondo l'Amministrazione comunale di Crotone e le parti sociali, risulta irragionevole, discriminatoria e in potenziale contrasto con i principi di libera concorrenza, parità di trattamento e con la clausola sociale prevista dal capitolato, che impone il riassorbimento del personale attualmente impiegato.
La società Acapo, attuale affidataria del servizio, opera infatti con una sede a Crotone, garantendo occupazione a circa 150 lavoratori del territorio, in un'area già fortemente segnata dalla crisi occupazionale. L'attuale impostazione della gara rischia di compromettere seriamente la continuità lavorativa dei lavoratori crotonesi, nonostante l'evoluzione tecnologica consenta da anni l'erogazione del servizio anche a distanza.

Tomaino: «Bene la diffida, ma non può essere l'unica inziativa»
«Accogliamo con apprezzamento e senso di responsabilità la nota sottoscritta dal sindaco di Crotone insieme alle organizzazioni sindacali, indirizzata a Roma Capitale, perché rappresenta un atto unitario forte del territorio a difesa dell’occupazione e dei diritti di circa 150 lavoratrici e lavoratori crotonesi impiegati nel servizio Chiama Roma». È quanto commenta in una nota Fabio Tomaino, segretario provinciale di Confial a Crotone.
«È un’azione importante – commenta Tomaino –, che va nella direzione giusta, perché nasce dal confronto istituzionale e afferma un principio per noi fondamentale: il lavoro non può essere messo in discussione in base al luogo in cui viene svolto. I diritti non cambiano in base al codice di avviamento postale».
«Siamo consapevoli, però – sollecita il dirigente sindacale –, che questa iniziativa non può e non deve restare isolata. È un primo passo necessario che si inserisce in un percorso già avviato, che ha visto l’interessamento della Regione Calabria. Proprio per questo, oggi la partita si gioca prevalentemente sul piano politico, ed è su questo terreno che riteniamo indispensabile concentrare ogni sforzo, evitando dispersioni e allungamenti dei tempi che non sarebbero compatibili con l’urgenza di tutelare l’occupazione».
Accanto al piano istituzionale, riteniamo opportuno e necessario che si attivi anche una pressione politica chiara sul sindaco di Roma.
«Parliamo di una scelta che non è neutra – contesta Tomaino – e che rischia di produrre una discriminazione territoriale evidente, allontanando ulteriormente il Mezzogiorno dal resto del Paese, anziché favorirne l’aggancio. Il sindaco di Roma è espressione del Partito democratico, una forza politica che si richiama frequentemente ai valori dell’equità, dell’uguaglianza e della giustizia sociale. Discriminare un territorio non significa costruire un Paese moderno e coeso, ma esattamente il contrario».
«Un’Italia che cresce in modo equilibrato – sostiene Tomaino – lo fa su due fronti inscindibili: da un lato, creando nuove opportunità di sviluppo nel Sud, dall’altro, difendendo il valore sociale del lavoro e dell’occupazione già esistente. Per questo ci aspettiamo un interessamento diretto dei vertici del Pd, regionali e nazionali, così come ha fatto il consigliere comunale Andrea De Vona, affinché esercitino un ruolo politico responsabile nei confronti del sindaco di Roma, che è anche uno dei fondatori e dei riferimenti storici di quel partito, e che dovrebbe essere garante dei principi di uguaglianza e non discriminazione».
«Serve un’azione politica – auspica Tomaino – che accompagni quella istituzionale, non per forzare decisioni, ma per orientarle correttamente, nel rispetto dei diritti dei lavoratori e dell’equità tra territori. Continueremo a sostenere questa vertenza con un solo metodo possibile: concertazione istituzionale, confronto serio, responsabilità e unità. Le scorciatoie e la propaganda non difendono il lavoro. Le istituzioni sì, se hanno il coraggio di assumersi fino in fondo le proprie responsabilità. Su questa vertenza Crotone ha scelto di non voltarsi dall’altra parte. Ora è il momento che anche altri facciano la loro parte».
«In questo percorso riteniamo doveroso ringraziare – conclude Tomaino – il sindaco di Crotone, la Giunta Comunale e tutti i 19 Consiglieri comunali presenti nella seduta del 30 dicembre, per l’immediato interessamento dimostrato e per aver risposto con tempestività alla nota di sollecito inviata dalla Confial, scegliendo di difendere il territorio e l’occupazione anche a costo di sottrarre tempo alla propria vita personale. Un segnale concreto di responsabilità istituzionale e di attenzione reale verso il lavoro e la comunità».

