L'arte bianca
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CROTONE Pene fino a 15 anni, sei condanne, cinque patteggiamenti e 20 rinvii a giudizio. È questo il bilancio della sentenza pronunciata nella serata di sabato 7 novembre per l'operazione “Scam City” a Crotone.

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La gup Elisa Marchetto ha emesso il verdetto del rito abbreviato accogliendo in parte l'impianto accusatorio e le richieste formulate dal pubblico ministero Matteo Staccini. Le condanne riguardano i soggetti imputati nel rito alternativo, con pene differenziate che arrivano fino a quindici anni e otto mesi di reclusione per Armando Covelli, ritenuto il presunto promotore e vertice dell'associazione dedita a raggiri telematici, clonazione di portali e reimpiego dei capitali. 

Crotone capitale delle truffe telematiche

L'inchiesta giudiziaria ha definitivamente consacrato il territorio di Crotone come la capitale nazionale delle truffe telematiche e del cybercrime seriale. Gli inquirenti hanno messo nero su bianco una vera e propria filiera del crimine informatico, capace di muovere ingenti volumi di denaro attraverso portali clonati e annunci civetta diffusi su scala nazionale. Un sistema illecito radicato nel tessuto locale che, per numero di vittime, complessità organizzativa e ramificazioni finanziarie, ha evidenziato come la provincia pitagorica sia diventata il fulcro nevralgico di una holding delle frodi digitali senza precedenti nel panorama giudiziario italiano. Gli investigatori hanno ricostruito complessivamente 125 episodi di truffa, con vittime in diverse aree del territorio nazionale.

Le pene inflitte e le interdizioni

La sanzione più elevata, pari a 15 anni e 8 mesi di reclusione, è stata stabilita per Armando Covelli, indicato al vertice del gruppo. Pene differenti sono state decise per gli altri imputati giudicati con l'abbreviato: Salvatore Lombardo è stato condannato a 8 anni, 9 mesi e 10 giorni; Daniele Pugliese a 6 anni, 6 mesi e 10 giorni; Carmelo Iembo a 5 anni e 3 mesi; Emanuela Grisi a 3 anni, 10 mesi e 20 giorni; Luca Screnci a 2 anni e 2 mesi. Il giudice ha inoltre disposto l'interdizione perpetua dai pubblici uffici per Covelli, Lombardo, Pugliese e Iembo, e quella temporanea (per la durata di cinque anni) per Grisi. I condannati dovranno inoltre risarcire i danni alle parti civili costituite, mentre il tribunale ha escluso la sostituzione della pena detentiva per Grisi e Screnci.

I prossimi passi giudiziari

Il procedimento proseguirà per gli altri tronconi. Nel corso della stessa udienza, il Gup ha infatti disposto il rinvio a giudizio per i 20 imputati – nello specifico Davide Agrillo, Giuseppe Aiello, Luca Caporali, Pasquale Pio Cosco, Salvatore Covelli, Riccardo Cristarella, Debora D'Agostino, Luca Laino, Marco Liguori, Michele Liotti, Manuela Macrì, Luigi Marino, Ermenegildo Andrea Misticoni, Francesco Pupa, Pierdomenico Rizzuto, Marcello Ruperti, Mario Scerbo, Francesco Spagnolo, Antonio Torromino e Vincenzo Vrenna – che affronteranno il dibattimento nell’udienza già fissata per il 13 gennaio 2027. 

Altri cinque imputati, nello specifico Alessandra De Santis, Giancarlo Rago, Francesco Porto, Giustina Leto e Giuseppe Cariano, hanno invece definito la propria posizione concordando pene minori tramite patteggiamento. Le motivazioni della sentenza del rito abbreviato saranno depositate entro i termini di legge (90 giorni).

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