L'arte bianca
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affidato
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CROTONE A oltre quattro mesi dalla determina d'affidamento diretto per la sua rimozione, l'eternit a copertura di quel tetto presente in un’ala del plesso “Madonna degli Angeli “ dell'istituto comprensivo “Karol Wojtyła - Gioacchino da Fiore” di Isola di Capo Rizzuto è ancora lì. Minacciosamente. È lì dov'è sempre stato. Ed è persino visibile da Google Maps, come uno “spregio” al buon senso e alla gestione accorta della cosa pubblica. 

Quel materiale ormai unanimemente e scientificamente riconosciuto come nocivo poggia su quel tetto da anni. Nonostante le segnalazioni succedutesi nel tempo per opera dei vari responsabili del servizio di prevenzione e protezione dell'istituto. Nonostante le preoccupazioni dei genitori degli alunni che, ogni giorno, continuano a frequentare la scuola secondaria di primo grado. L'edificio è infatti “incastonato” nel pieno del tessuto urbano di Isola e si trova a pochi metri da altre abitazioni.

La luce in fondo al tunnel, però, era apparsa più splendente e salvifica che mai lo scorso 11 novembre (2025) allorquando, attraverso la determina numero 1263, il responsabile del settore 3 “Lavori pubblici” del Comune di Isola, Antonio Otranto, aveva finalmente proceduto all'affidamento diretto per la rimozione della copertura nociva a una ditta specializzata e certificata per la rimozione dell'amianto (la “Recology Sas” di Vincenzo Fragola, con sede in località Papaniciaro a Crotone). 

Il prezzo concordato per il lavoro è stato di 11mila euro. I lavori avrebbero potuto avvantaggiarsi della pausa natalizia per procedere in sicurezza alla rimozione dell'eternit. Ma un altro anno scolastico si avvicina a conclusione, mentre la “gatta” resta sul tetto e al plesso di “Santa Maria degli Angeli” di Isola continuano a ravvisarsi, questo, e altri problemi strutturali. 

Eppure a inizio settembre del 2025, l’Amministrazione comunale guidata per la seconda tornata dal sindaco, Maria Grazia Vittimberga - la stessa che di recente si è mostrata assai sensibile all'importanza dell'incidenza delle tematiche ambientali sulla salute pubblica -, si diceva «impegnata in una serie di significativi interventi di riqualificazione degli edifici scolastici dell’intero territorio» comunale dove il tutto sarebbe stato poi completato «in vista della ripresa delle attività didattiche». Il piano di interventi, già in piena fase esecutiva, prevede diverse opere di manutenzione ordinaria e straordinaria. I Lavori sono iniziati già nel mese di Luglio e proseguono senza interruzione e secondo gli obiettivi prefissati».

Per quanto riguarda il plesso di “Santa Maria degli Angeli”, la giunta comunale ha approvato il 16 giugno 2025 il progetto esecutivo per il «risanamento ambientale periferia capoluogo sud – Riqualificazione degli edifici scolastici comunali» che prevede per il plesso dell'Istituto comprensivo “Wojtyla-Da Fiore”, un finanziamento complessivo dell’opera pari a 400.250,31 euro. L'appalto è stato assegnato all'Impresa di “Fulginiti Vincenzo” con sede legale a Sellia Marina (Cz) che ha fornito un ribasso sull’offerta a base d’asta del 32,32% per un importo di aggiudicazione pari a 209.031 euro oltre Iva, generando così 159.238,37 euro per somme a disposizione dell’Amministrazione, di cui 110.778,37 euro per economie derivanti dal ribasso di gara d’appalto lavori e 31.980,94 euro per imposte sul valore aggiunto. 

L'affidamento diretto della rimozione dell'amianto da parte del Comune alla ditta Recology deriva dall’esigenza «tecnica ed amministrativa di procedere con l’affidamento dei lavori ad un’impresa specializzata nel settore, con attestazione Soa per la categoria Og12 relativamente a opere e impianti di bonifica e protezione ambientale». L'affidamento diretto, inoltre, trova origine per sua natura proprio nella necessità di velocizzare certi procedimenti tecnico-burocratici su situazioni che richiedono una certa tempestività nella gestione dei lavori pubblici per le Pa. Procedura semplificata che invece, almeno in questo caso a Isola, si sta dimostrando essere al pari di una dichiarazione di buoni propositi vista l'inerzia.

Lo scorso 11 marzo, i carabinieri hanno notificato su disposizione della Procura della Repubblica di Crotone un avviso di conclusione delle indagini (con contestuale richiesta di rinvio a giudizio) all'indirizzo del sindaco Maria Grazia Vittimberga e di due funzionari dell'Ente relativamente all'inchiesta portata avanti dalla Procura della Repubblica di Crotone proprio sulle condizioni di un altro plesso dell'Ic "Karol Wojtyla", quello di Le Castella, considerato a rischio crollo. Vengono contestati agli indagati (a vario titolo e in concorso) il pericolo di crollo di costruzioni, la frode nelle pubbliche forniture e il falso ideologico in atto pubblico, con l'aggravante di aver commesso i fatti con abuso dei poteri pubblici. Adesso, un'altra incudine pende sul capo di Vittimberga e dei funzionari dell'ente: il plesso di Madonna degli Angeli. 

Il progetto di “Relamping” del plesso, recentemente delibarato grazie ai fondi provenienti dalla royalties dell'estrazione metanifera, consiste infatti in «un importante intervento di efficienza energetica dell’impianto di illuminazione degli ambienti scolastici in grado di ridurre i consumi e migliorare la resa ed il comfort luminoso con lampade innovative del tipo Led». Dall'efficentameto si passa nel progetto alla sicurezza dell'impianto antincendio che prevede «l’adeguamento dell’impianto, mediante l’installazione di porte tagliafuoco con maniglione antipanico, di cartellonistica per l’emergenza e il salvataggio, oltre alle lampade di emergenza e agli estintori».

Prevista nel progetoto è anche la bonifica della copertura in amianto che prevede la rimozione delle lastre in amianto attraverso l'incapsulamento «con apposita pittura a base di colle per evitare la dispersione di fibre durante il maneggiamento dei manufatti». Lo smontaggio del materiale è stato accordato attraverso «imballaggio in appositi sacchi o teli di polietilene e smaltimento presso discariche autorizzate». Il manto di copertura sarà quindi «sostituito con pannelli coibentati in lamiera grecata, ancorati sulla struttura sottostante con capriata in acciaio». 

Altra parte essenziale del progetto esecutivo riguarda l'abbattimento delle barriere architettoniche perché «l’attenzione alla progettazione inclusiva e accessibile è diventata essenziale per garantire il benessere e la sicurezza di tutti» ed è «fondamentale per promuovere l’autonomia e l’inclusione delle persone con disabilità, degli anziani e di chiunque abbia difficoltà motorie». 

Niente di tutto questo "libro dei buoni propositi", però, si è concretizzato alla fine di marzo 2026. La scuola secondaria di primo grado così continua a far registrare segnalazioni urgenti per criticità strutturali, igienico-sanitarie e di sicurezza. A partire dell’ingresso dell’edificio scolastico che si presenta in condizioni particolarmente critiche, caratterizzate dalla presenza di muffa e da copiose perdite e infiltrazioni d’acqua sul soffitto, tali da compromettere le condizioni di sicurezza e salubrità degli ambienti fin dall’accesso alla struttura.

Emblematica, a tal proposito, è stata la chiusura d'urgenza, dichiarata una decina di giorni fa, della palestra dell’istituto a causa di consistenti infiltrazioni d’acqua provenienti dal tetto, tali da far temere un possibile cedimento della copertura. La chiusura della palestra, seppur necessaria per tutelare l’incolumità di studenti e personale, sta intanto comportando notevoli disagi nello svolgimento delle attività didattiche.

Le infiltrazioni sono presenti in quasi tutto il primo piano dell'istituto e hanno finito col compromettere il cornicione, con effetti visibili anche dall’esterno dell’edificio e con potenziali rischi per la sicurezza.
Al piano terra, invece, nell’area esterna dove insiste il giardino dell’edificio scolastico, si registra una copiosa perdita d’acqua, la cui origine non è stata ancora individuata. In un contesto del genere, risulta quasi scontato che siano diffuse le condizioni di umidità e la muffa in diversi ambienti scolastici.

Se le condizioni strutturali fanno acqua da tutte le parti, non va meglio sulla sicurezza. Due sono le scale d'emergenza a servizio dell'istituto ci cui: una, presenta un distacco dal muro visibile a cocchio nudo anche attraverso una crepa, elemento che desta forte preoccupazione proprio sulla stabilità della via di fuga; e l’altra, che anch'essa interessata da copiose infiltrazioni d’acqua, presenta una ringhiera instabile e mobile, compromettendone la sicurezza e la funzionalità. 

Gravi criticità, infine, si ravvisano sulla struttura in materia di accessibilità. Ad esempio, l’uscita di sicurezza posta a piano terra, frequentata anche da alunni con disabilità motoria, non è dotata di adeguati interventi per l’abbattimento delle barriere architettoniche, compromettendo sia l’inclusione sia la sicurezza in caso di emergenza. Altre uscite e percorsi di sicurezza presentano ulteriori criticità per l'accesso di alunni con disabilità.

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