L'arte bianca
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CROTONE Non avrebbe avuto gradimento da parte dei vertici regionali del suo partito la presenza del coordinatore provinciale di Noi moderati, Oreste Gualtieri, all’inaugurazione della sede elettorale del sindaco Vincenzo Voce. Le notizie che rimbalzano dai livelli regionali parlano addirittura di un intervento da parte del coordinatore regionale Pino Galati per contestare a Gualtieri la presenza all’iniziativa di Voce, tenutasi nel tardo pomeriggio di ieri.

Si racconta che le due note stampa diffuse dopo l’iniziativa (una ieri sera e l’altra questa mattina), la prima a firma del solo Gualtieri e la seconda del coordinatore provinciale e quello cittadino, Pisano Pagliaroli, sarebbero state redatte per raffreddare i toni polemici. L’indiscrezione trova conferma proprio nell’analisi dei contenuti delle due note inviate alla stampa. 

Da sinistra: Calabretta, Ferrari e Gualtieri

In quella di ieri sera, Gualtieri scrive che «Noi moderati Crotone esprime pieno e convinto sostegno alla candidatura di Umberto Lorecchio alla presidenza della Provincia di Crotone». Perché questa necessità di confermare il sostegno a Lorecchio, che era stato candidato, senza se e senza ma, dall’intero partito?

Evidentemente qualcuno ha contestato al coordinatore provinciale di avere rapporti politici sinergici con soggetti che lavorano per ostacolare l’elezione a presidente del candidato di Noi moderati. Contro Lorecchio sicuramente stanno lavorando sia Voce che il consigliere regionale Sergio Ferrari che ieri sono stati protagonisti all’iniziativa di inaugurazione della sede elettorale del movimento del sindaco di Crotone.

La nota stampa di questa mattina, a firma di Gualtieri e Pagliaroli, addirittura mette in dubbio la candidatura unitaria di Voce. «Il coordinatore cittadino di Noi Moderati Crotone, Pisano Pagliaroli, e il coordinatore provinciale, Oreste Gualtieri, - si legge nella nota - esprimono piena fiducia nel percorso avviato dal coordinatore regionale Pino Galati nell’ambito del confronto con le forze del centrodestra per l’individuazione del candidato a sindaco della città».

Non c’è dubbio, quindi, sul messaggio inviato agli alleati: non c’è ancora un candidato unitario e condiviso. Questi concetti si comprendono meglio andando avanti nella lettura della nota stampa: «Il lavoro portato avanti da Galati si sta sviluppando con equilibrio e senso di responsabilità, elementi fondamentali per giungere a una sintesi condivisa». 

Da sinistra: Ferrari, Manica, Cretella e Voce

Nel capoverso successivo si sottolinea: «Noi Moderati conferma la propria disponibilità a contribuire in maniera costruttiva al dialogo con gli alleati, nella convinzione che il confronto in corso porterà a una scelta autorevole e rappresentativa per la guida della città di Crotone». «Siamo certi – concludono Pagliaroli e Gualtieri – che il centrodestra saprà trovare una soluzione unitaria, all’altezza delle aspettative del territorio».

Torna la bufera nel centrodestra. Il clima non è dei migliori e i mal di pancia, a quanto è dato sapere, non sono circoscrivibili solo a Noi moderati. All’iniziativa di ieri non tutti si sono accomodati al tavolo della presidenza e c’erano alcune assenze importanti. Ai saluti di rito sono mancati quelli dei rappresentanti di Fratelli d’Italia.

Non era presente il segretario provinciale del partito di Meloni, Michele De Simone, perché fuori sede, ma la delegazione di FdI è stata ai margini, confusa nel pubblico. Nessuno di loro ha preso la parola, cosa che è stata, invece, fatta dagli altri partiti della coalizione compreso Gualtieri.

Non c’era il presidente del consiglio comunale di Crotone, Mario Megna. Su questa assenza le indiscrezioni parlano di crisi di rapporti tra Voce e Megna. Crisi che sarebbe riconducibile alle elezioni provinciali, dove Megna è uno dei candidati in rappresentanza di Voce. Le indiscrezioni dicono che il sindaco avrebbe deciso di fare votare il presidente del consiglio comunale e di fare convergere gran parte di consensi sul consigliere Vincenzo Familiari. I rapporti diventano difficili e, per quello che si dice, non solo con Megna.

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