Fuga da Crotone e dalla Calabria: i capoluoghi perdono ancora residenti
Il saldo migratorio nell'area pitagorica e in tutta la regione resta in profondo rosso. L'arrivo degli stranieri non riesce a compensare le partenze dei vecchi abitanti
CROTONE La città di Pitagora guida la triste classifica dello spopolamento tra i capoluoghi della Calabria. Nel triennio 2023-2025 la città pitagorica ha registrato un vero e proprio impoverimento demografico, attestandosi su un saldo migratorio pari al -16,6 per mille in rapporto al numero dei residenti. Un valore che colloca il centro pitagorico al secondo posto assoluto in Italia - a pari merito con Nuoro - subito dietro alla maglia nera Foggia (-19,5 per mille).
L'analisi de «Il Sole 24 Ore» sulla fuga dalle città
A certificare la gravità della situazione è un’analisi de «Il Sole 24 Ore» firmata dalla giornalista Michela Finizio sui più recenti dati Istat. L'indagine mette in luce un fenomeno di portata nazionale: la progressiva «fuga dalle città» a favore dei centri minori e della cintura urbana, con 106 capoluoghi italiani che hanno perso complessivamente 97mila abitanti nel triennio considerato.
Il bilancio negativo nei capoluoghi calabresi
Se in 38 municipi italiani l’afflusso di cittadini stranieri è riuscito a colmare il vuoto lasciato da chi si sposta verso l'hinterland, in appena 15 centri urbani il bilancio finale resta drammaticamente in rosso. Tra questi figurano tutti e quattro i capoluoghi di provincia calabresi analizzati: Catanzaro, Vibo Valentia, Reggio Calabria (con un dato quasi speculare a quello crotonese, pari al -16,5 per mille) e, appunto, Crotone.
Immigrazione insufficiente a coprire le partenze
La dinamica evidenzia una doppia criticità per il territorio crotonese e calabrese: da un lato la continua partenza dei «vecchi abitanti» e la loro migrazione verso altre realtà provinciali o regioni differenti, dall'altro la totale incapacità dell'immigrazione internazionale di compensare numericamente il saldo interno. L'insediamento dei nuovi cittadini provenienti dall'estero non basta ad arginare una costante emorragia di residenti, esponendo i capoluoghi al rischio concreto di un progressivo svuotamento.


