Ex mercati generali, il Comune: «In corso iter certo per la bonifica»
L'ente ha dato un ultimatum di 10 giorni alla società proprietaria dei capannoni per avviare le demolizioni, altrimenti procederà da sé in danno
CROTONE «Con riferimento alla vicenda della bonifica dei capannoni degli ex mercati generali siti in località Vescovatello, alla luce di talune distorte dichiarazioni emerse negli ultimi periodi, giova chiarire l'evoluzione dei fatti e le iniziative messe in campo dall'amministrazione, anche al fine di non ingenerare eccessivi allarmismi ingiustificati». È quanto chiarisce l'Amministrazione comunale di Crotone guidata dal sindaco Vincenzo Voce in merito alla manifestazione organizzata per giovedì 5 febbraio dall'associazione Liberi cittadini cui non hanno però aderito gli studenti del liceo “Gravina”, come da loro annunciato. Tutto ciò seguito anche di una dura polemica innescata dagli organizzatori con il dirigente scolastico del liceo e che si sta consumando a suon di interventi pubblici da ambo le parti.

«Con ordinanza emessa dal commissario straordinario del Comune di Crotone in data 12 giugno 2020 - ricorda l'Ente di piazza della Resistenza - è stato ordinato ai proprietari dell'area di provvedere a proprie spese ad eseguire la bonifica dei materiali contenenti amianto in evidente stato di degrado. Detta ordinanza ha resistito alle impugnative interposte dapprima innanzi al Tar della Calabria e al Consiglio di Stato da parte della società».
«A seguito di denuncia del Comune di Crotone - prosegue la nota - è stato avviato un procedimento penale definito con sentenza del Tribunale di Crotone depositata in data 21.10.2025 che ha condannato il signor Gregorio Ciliberto, quale amministratore unico della società titolare dell'immobile, ad 8 mesi di reclusione e 13.333,00 euro di multa a titolo di omessa bonifica».
«A seguito dell'accertamento della responsabilità penale - rende noto l'Amministrazione - e di reiterate interlocuzioni con la società nell'ambito delle quali la società aveva dichiarato la possibilità della esecuzione dei lavori di bonifica poi effettivamente non concretizzatasi, con nota del 4 novembre 2025, l'amministrazione ha comunicato l'avvio del procedimento di esecuzione in danno dei lavori di bonifica».

«La società non ha fatto pervenire alcuna controdeduzione - ricostruisce la nota - rispetto all'avvio del procedimento intentato e ciò ha determinato l'ente a proseguire nella procedura richiedendo al Tribunale di Crotone l'autorizzazione ad accedere all'area ai fini dell'esecuzione, da parte di ditta specializzata, dei rilievi funzionali alla definitiva stima dei costi di bonifica, onde avviare la progettazione e l'esecuzione dei lavori in danno del responsabile dell'abuso. Tale richiesta di autorizzazione veniva inoltrata anche alla società per conoscenza».
«Ottenuta detta autorizzazione - appunta ancora la nota -, la società ha nuovamente comunicato la possibilità di intervenire ad eseguire direttamente le opere, richiedendo la sospensione della procedura di esecuzione per 30 giorni al fine di consentire la formalizzazione delle procedure di riassetto societario. Il Comune di Crotone ha rigettato detta richiesta comunicandone l'impossibilità a causa della superiore necessità di dare definitiva soluzione alla problematica».
«In ragione di tanto, la società - rende adesso noto il comune - ha ribadito più concretamente la volontà di procedere alla esecuzione dei lavori, preannunciando un sopralluogo da parte di una ditta specializzata che verrà eseguito il prossimo 9 febbraio al fine di procedere nei giorni successivi alle attività conseguenti. Con nota dello scorso 4 febbraio, l'Ente ha assegnato un termine di 10 giorni per ricevere un cronoprogramma delle attività, preannunciando che in difetto dello stesso e delle conseguenti attività entro tempi serrati, proseguirà la procedura di esecuzione in danno con ogni conseguente aggravio».

«Riassunto lo stato dell'arte della procedura - sottolinea il comunicato -, è bene precisare che l'allarme lanciato in queste ore si basa esclusivamente su osservazioni visive e supposizioni, prive del supporto di qualsiasi misurazione strumentale o analisi di laboratorio certificata. Dichiarare che una copertura rappresenta un "rischio imminente per la popolazione" senza aver effettuato alcun monitoraggio delle fibre aerodisperse è un atto di superficialità che genera panico ingiustificato tra i residenti».
«Già lo scorso settembre 2025 - spiega la nota - l'amministrazione aveva richiesto ad Arpa delle misurazioni della qualità dell'aria finalizzate alla determinazione delle fibre di amianto aerodisperse. La richiesta è stata da ultimo reiterata ritenendo che solo a valle di una misurazione analitica potranno essere stabilite eventuali situazioni di rischio sanitario. Pur apprezzando l'attenzione dei cittadini e delle associazioni verso l'ambiente, l'Amministrazione non può tollerare la diffusione di notizie incontrollate che seminano ansia nella cittadinanza e procurano allarme».
«Risulta ormai in itinere - conclude la nota - un percorso che con tempi certi consentirà l'integrale bonifica ambientale e consentirà, una volta misurato attentamente l'impatto ambientale del fenomeno, oltre al recupero di tutti i costi eventualmente sostenuti dall'ente, il danno arrecato con ogni conseguente azione a carico dei responsabili».

