L'asse Voce-Fdi traballa: "gelo" dopo l'appello a Meloni per i migranti
Indifferenza con la sottosegreataria Wanda Ferro ai funerali di Denise Cosco, poi la nota del primo cittadino sull'emergenza permessi di soggiorno che irrita Fratelli d'Italia

CROTONE È solo una questione di potere quella che unisce il sindaco di Crotone, Vincenzo Voce, a Fratelli d’Italia, partito di maggioranza nel Paese. Basta analizzare quello che è successo negli ultimi giorni per capire le distanze che dividono Fdi da Voce e viceversa. Sempre analizzando i fatti emerge che non c’è dialogo e le distanze sulle questioni di principio sono incolmabili.
Tra Voce e Fratelli d’Italia, quindi, le divisioni sono maggiori delle convergenze e proprio l’altro ieri se ne è avuta un’ulteriore prova. Alla messa celebrata per Denise Cosco, figlia di Lea Garofalo, erano presenti il sindaco di Crotone e una delegazione nutrita di dirigenti di primo piano di Fdi (Wanda Ferro, sottosegretario all’Interno, Saverio Punelli, vicepresidente della Provincia di Crotone, Gaia Marseglia, capogruppo nel consiglio comunale di Crotone, Maria Lucia Cosentino, assessore comunale a Crotone, Simona Ferraina, assessore comunale a Crotone, Salvatore Cosimo, sindaco di Rocca di Neto, e Michele De Simone, segretario provinciale del partito di Giorgia Meloni).
L'emergenza migranti e i permessi di soggiorno
Poteva essere l’occasione per Voce per chiedere aiuti a Wanda Ferro per la città considerata la grande presenza di extracomunitari che sono abbandonati a sé stessi. Il problema non nasce perché Crotone viene scelta dai popoli in fuga perché è una sede ambita per costruire un futuro diverso. Il problema nasce perché una legge europea, mai contestata seriamente, impone a coloro che devono rinnovare il permesso di soggiorno di ritornare nella sede del primo sbarco.

Crotone è una città di sbarchi e, quindi, alla scadenza del primo o secondo permesso la città si riempie di persone che non hanno nessun diritto di assistenza (non è previsto più il ricovero all'interno del Cara). Centinaia di esseri umani costretti a vivere per strada, in attesa di avere la carta del rinnovo, senza un tetto sulla testa, senza soldi e senza cibo.
Tensioni sociali e il balletto delle denunce
Succedono, per fortuna non spesso, episodi come quello dell’arresto da parte della Polizia di Stato di soggetti che producono danni a cose e a volte anche a persone. In queste occasioni si apre il balletto delle denunce e delle richieste. Tutti intervengono scandalizzati della situazione, anche quelli che già la conoscevano bene e non hanno mai profferito parole. L’ultimo episodio è l’ennesima prova.
Scontro a mezzo stampa e assessori in bilico
Tornando alla vicenda del rapporto tra Voce e Fdi nell’incontro in chiesa per la messa di Denise Cosco non ci sarebbe stata nessuna interlocuzione tra il sindaco e il sottosegretario Ferro. Secondo quanto è dato sapere il sindaco non avrebbe avanzato nessuna richiesta di aiuto per la città alla rappresentante di Governo.
Il giorno dopo, però, ha diffuso una nota stampa a sua firma per denunciare che «servono risorse dallo Stato per decoro, sicurezza e assistenza, il Comune non ce la fa più». L'allarme del sindaco sulla grave marginalità di chi attende il soggiorno non sarebbe piaciuto ai dirigenti di Fdi che, molto probabilmente, si aspettavano di aprire una trattativa come si fa tra alleati, soprattutto tenendo conto che la delega ai Servizi sociali al Comune è gestita dall’assessore Maria Lucia Cosentino, esponente di Fdi molto vicina alla sottosegretaria Ferro.





