L'arte bianca
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CROTONE «La comunicazione della Direzione generale di Roma Capitale, a seguito dell’incontro sindacale del 23 gennaio (protocollo dg 400/2026), formalizza il ritiro del bando in autotutela sulla base delle osservazioni delle organizzazioni sindacali Cgil Cisl e Uil che hanno partecipato all'incontro».

Per la Uilcom si tratta di un «passaggio importante perché riconosce la centralità delle tutele del lavoro negli appalti e la necessità di piena coerenza con gli accordi sottoscritti e con i modelli di bando condivisi».

«Il richiamo espresso all’Accordo – commenta il sindacato – per un lavoro tutelato negli appalti di servizi e forniture costituisce un punto fermo per la salvaguardia dell’occupazione, dei diritti e della qualità del lavoro lungo la filiera degli appalti. La scelta dell’Amministrazione conferma che il confronto sindacale, quando è ascoltato e recepito, permette di correggere criticità e prevenire ricadute negative su lavoratrici e lavoratori coinvolti nei cambi di appalto».

La Uilcom ribadisce «la propria disponibilità a proseguire il confronto con Roma Capitale in tutte le fasi successive, a partire dalla definizione di atti di gara pienamente conformi agli accordi in vigore e rispettosi delle condizioni di lavoro e chiediamo che il metodo adottato in questa occasione, l'approfondimento tecnico, l'ascolto delle osservazioni sindacali, la verifica della coerenza con gli accordi, diventi pratica ordinaria per tutti i bandi relativi a servizi e forniture che impattano sull’occupazione».

«La decisione di Roma Capitale di ritirare il bando in autotutela dimostra – sottolinea il dirigente sindacale Giovanni Casiere – che quando le organizzazioni sindacali intervengono con determinazione e competenza, è possibile correggere scelte che rischiano di comprimere tutele e diritti nei cambi di appalto».

Come Uilcom Calabria «guardiamo con attenzione a questo segnale, perché conferma un principio che rivendichiamo ogni giorno anche nei nostri territori: gli appalti devono essere uno strumento di qualità del servizio e di buona occupazione, non un terreno di competizione al ribasso su salari, diritti e condizioni di lavoro. È fondamentale che questo metodo di confronto e correzione venga assunto come riferimento stabile in tutte le amministrazioni, a Roma come in Calabria, per garantire continuità occupazionale, applicazione corretta dei contratti e rispetto delle persone che lavorano.

«Consideriamo questo risultato – conclude la nota – come una tappa significativa di un percorso che deve consolidare un modello di relazioni sindacali fondato sulla partecipazione, sulla trasparenza e sulla tutela effettiva delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti negli appalti di Roma Capitale».


 

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